13 maggio 2009 / 12:06 / 8 anni fa

PUNTO 2-Campari, cala utile pretax trim1,crescita organica -4,2%

(riscrive con dettagli da conference call)

MILANO, 13 maggio (Reuters) - Campari (CPRI.MI) archivia con un utile prima delle imposte più basso un primo trimestre ancora penalizzato dalla riduzione dei livelli delle scorte in alcuni mercati e si prepara a chiudere l‘acquisizione di Wild Turkey a cavallo fra maggio e giugno.

L‘utile pretasse ha infatti accusato una discesa del 4,1% a 38,4 milioni di euro. Il calo della redditività, che interessa anche Ebitda (-5% a 47,7 milioni) ed Ebit (-5,4% a 42,6 milioni), è dovuto, secondo una nota del gruppo di superalcolici, al confronto sfavorevole con i primi tre mesi del 2008, caratterizzati da proventi straordinari per 2,9 milioni.

A fronte di ricavi sostanzialmente stabili a 190,1 milioni, la crescita organica arretra nel periodo del 4,2% per effetto soprattutto del destocking sul mercato brasiliano, statunitense e in Europa dell‘Est (Cinzano Vermouth in Russia).

La riduzione delle scorte, esaurita in Italia, è destinata a proseguire in parte in Brasile e sicuramente in Europa orientale.

“Siamo fuori dal tunnel in Italia, quasi fuori (dal tunnel) negli Stati Uniti e in Europa occidentale, ancora in mezzo (al tunnel) in Brasile e indietro in Europa dell‘Est”, ha previsto l‘AD Bob Kunze-Concewitz nel corso di una conference call.

L‘andamento dei consumi nei principali marchi, infatti, “continua ad essere robusta e in accelerazione” anche sui mercati dove le consegne nei primi tre mesi hanno accusato una flessione. In Brasile, dove gli shipments hanno risentito di un rallentamento di quasi il 50%, il consumo degli “spirits” del gruppo è aumentato del 7,5% rispetto al +1,7% del mercato locale (dati AC Nielsen).

Un‘altra nota positiva viene dal peso degli spirits, il business a più elevata marginalità, salito al 70,5% del giro d‘affari complessivo rispetto al 67,6% del corrispondente periodo dell‘anno scorso.

Campari, che quest‘anno intende focalizzarsi su contenimento dei costi, controllo del capitale circolante e generazione di cassa, ha previsto per l‘intero esercizio un cash flow per circa 100 milioni di euro dopo il pagamento della cedola.

“L‘obiettivo d‘esercizio è quello di una generazione di cassa per circa 100 milioni post dividendo”, ha detto il direttore finanziario Paolo Marchesini nel corso della conference.

Al 31 marzo 2009 l‘indebitamento finanziario netto è pari a 302,3 milioni (da 326,2 milioni a fine dicembre) dopo il pagamento dell‘acquisizione di Odessa per 14,2 milioni e accantonamenti per potenziali put option ed earn out su minoranze per 27,6 milioni. Escludendo tali accantonamenti il debito è pari a 274,7 milioni (da 299,7 milioni).

La situazione finanziaria non tiene ancora conto dell‘esborso per Wild Turkey che, secondo le proiezioni fornite in occasione dell‘annuncio dell‘acquisizione, aumenterebbe l‘indebitamento netto a inizio 2009 di 433 milioni a 759,2 milioni con un rapporto debito netto/Ebitda di 3 volte.

L‘AD ha detto che la finalizzazione dell‘operazione avverrà con anticipo rispetto alla tabella di marcia originaria.

“Contiamo di chiudere per la fine del mese inizio di giugno, ci manca ancora un‘autorizzazione”, ha precisato.

Il titolo Campari ha chiuso in calo del 2,22% a 5,28 euro registrando un andamento migliore rispetto a quello dell‘indice S&P/MIB, che oggi ha lasciato sul terreno il 4,7%.

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