PUNTO 1- A2A, moratoria crudele, su cedola si decide a fine anno

giovedì 12 novembre 2009 18:08
 

(Aggiunge altre dichiarazioni da conference call)

MILANO, 12 novembre (Reuters) - L'esborso di 244 milioni di euro da parte di A2A (A2.MI: Quotazione) - per chiudere il contenzioso con la Ue sui presunti aiuti di Stato che hanno avvantaggiato le società che si sono trasformate in spa nel periodo 1996-1999 - è "un atto crudele e ingiusto che colpisce una società che sta operando all'interno di una crisi globale. La si è voluta punire".

Lo ha detto il presidente del consiglio di gestione, Giuliano Zuccoli, nel corso della conference call sui risultati dei nove mesi chiusi con un utile sostanzialmente invariato a causa di questa multa.

In allarme sono i due principali soci della superutility lombarda, i comuni di Milano e Brescia, che rischiano di restare a bocca asciutta per il 2009, dopo che nel 2008 avevano potuto contare su una cedola di oltre 80 milioni di euro a testa.

"Fatta questa premessa - e non posso farci nulla, se non confidare che i ricorsi che abbiamo presentato vengano riconosciuti e confidiamo che si pronunceranno subito - chiuderemo l'anno in modo positivo, se confrotato con altri concorrenti; la politica dei dividendi dipende dai risultati di fine anno. Adesso non me la sento di dire nulla", ha proseguito. "Bisogna avere i nervi saldi e fiducia sui risultati al 31 dicembre ed eventuali operazioni straordinarie".

Il manager ha poi ricordato che l'utility ha sempre distribuito dividendi mai inferiori a quelli degli anni precedenti: "ma con un esborso di questo tipo, non ha senso incolparmi di non avere adempiuto all'impegno".

Quanto al 2010, secondo Zuccoli "si presenta come un anno più positivo e se non ci sarà qualche sceriffo di Sherwood ritengo che potremo mantenere le promesse di profittabilità".

Fra gli asset da cedere per fare cassa rientra la quota del 5,1% detenuta nella svizzera Alpiq (ALPH.S: Quotazione) iscritta nel bilancio 2008 con un valore di carico di 505 milioni di euro. mentre il valore di libro sul quale calcolare un eventuale capitale gain "è di 94 milioni di euro in capo alla capogruppo A2A spa", ha precisato il direttore generale del gruppo, Renato Ravanelli.   Continua...