Snia verso nuovo piano industriale, più tagli costi strutturali

lunedì 12 gennaio 2009 13:18
 

MILANO, 12 gennaio (Reuters) - Il nuovo cda di Snia SIAI.MI, nominato oggi, penserà a un nuovo piano industriale che riproporrà l'impostazione di quello precedente, ma con più attenzione ai tagli dei costi strutturali.

Lo hanno detto i vertici del gruppo chimico in occasione dell'assemblea degli azionisti, che ha nominato un consiglio composto da sette membri - proposti dall'unica lista presentata da Demont e Artiene Investimenti - in cui è confermata la presenza di Antonio Onorato, amministratore delegato dallo scorso luglio. Esce invece dal cda Andrea Mattiussi, prima AD e poi presidente di Snia, che resta comunque azionista tramite Nuova Chimica Investimenti.

Il piano industriale elaborato da Mattiussi, indirizzato a una maggior focalizzazione sulla chimica verde, "verrà mantenuto nei suoi presupposti di fondo", ha detto Onorato, ma con "un più drastico taglio dei costi di struttura".

"Come presidente in uscita mi auguro che si possa salvare il più possibile la produzione nei siti importanti della società, Torviscosa e Brescia", ha detto Mattiussi. "E' importante che lo sforzo del nuovo cda sia supportato e agevolato e che le banche aiutino questo salvataggio".

Onorato a sua volta ha ricordato che le assemblee delle controllate Caffaro e Caffaro Chimica, in agenda per il 15 gennaio, dovranno valutare la situazione patrimoniale e la possibilità di continuità aziendale, compresa l'ipotesi di concordato. Gli impatti sulla controllante andranno quindi esaminati "con la massima urgenza".

L'AD ha inoltre citato l'interesse a rafforzare partnership industriali o a rilevare alcuni asset espresso più o meno ufficialmente da parte di alcuni soci, tra cui Demont, società del settore bonifiche che fa riferimento alla famiglia Gerotto. "Il nostro ruolo è comunque quello di tutelare il valore dei nostri singoli asset, valore che deve essere massimizzato in caso di dismissione", ha detto Onorato.

Tra i soci rilevanti di Snia, Nuova Chimica Investimenti - nata dall'unione di alcuni manager del gruppo - ha il 7,44%, Interbanca il 6,648%, Artiene Investimenti di Stefano Bandieramonte il 5,659%, Thetys - tramite Hopa - il 2,657%, Mps il 2,157%, Franco Zorzi - in proprio e tramite Compagnia Finanziaria Bioraffinerie - il 2,103%.