RPT-A2A, vendita Alpiq entro anno per fare fronte a cedola-fonte

lunedì 9 novembre 2009 16:15
 

(corregge ric Alpiq)

MILANO, 9 novembre (Reuters) - La cessione del 5,1% della utility svizzera Alpiq (ALPH.S: Quotazione) va fatta entro l'anno se A2A (A2.MI: Quotazione) intende staccare il dividendo 2009, oggi a rischio a seguito del nuovo esborso di 200 milioni che la superutility lombarda ha pagato a metà ottobre per chiudere il contenzioso con la Ue su presunti aiuti di Stato quando fu trasformata in spa nel periodo 1996-99.

"Alpiq è la cessione più rilevante e si deve trovare una soluzione prima della chiusura del bilancio di A2A se si vuole garantire il dividendo", dice a Reuters una fonte vicina alla situazione.

L'eventualità che A2A non distribuisca la cedola ha da tempo messo in allarme i due comuni azionisti, Milano e Brescia che, senza gli 80 milioni di euro a testa garantiti nel 2008, si troverebbero in seria difficoltà a chiudere il bilancio preventivo.

"Per dire una parola definitiva sul dividendo occorrerà vedere come andranno i conti della società nell'ultimo trimestre e se si faranno operazioni straordinarie che determinano una plusvalenza. Il piano di disinvestimenti comunque si rende necessario sia per sostenere la situazione finanziaria sia per garantire la cedola", osserva la fonte.

Lo scorso febbraio il presidente del consiglio di gestione di A2A, Giuliano Zuccoli, disse che la quota in Alpiq poteva rientrare fra gli asset non strategici da cedere al 2013. Tuttavia alcuni eventi - l'acquisizione della monetenegrina Epcg per un esborso di 430 milioni di euro e la multa per la moratoria fiscale che ammonta a oltre 260 milioni di euro - finiriranno per dare un'accelerata alla tempistica dell'operazione.

Nel 2008 A2A ha distribuito un dividendo pari a 304 milioni di euro; di questi 166 milioni sono andati ai due comuni azionisti. La quota detenuta in Alpiq (ex Atel Holding) è iscritta nel bilancio 2008 con un valore di carico di 505,5 milioni di euro e rappresenta la fetta maggiore di tutte le possibili dismissioni che la società intende realizzare. A fronte di questo valore occorre vedere poi qual è la plusvalenza dell'investimento nella società elvetica che, a sua volta, è il principale socio privato del gruppo lombardo con una quota del 5% del capitale.