Parmalat conferma guidance 2009, studia dossier acquisizioni -AD

giovedì 9 aprile 2009 18:41
 

PARMA, 9 aprile (Reuters) - Sulla base dell'andamento registrato sinora Parmalat (PLT.MI: Quotazione) conferma la guidance 2009 data a inizio marzo e ribadisce che continua a studiare opportunità di acquisizioni, ma non a qualsiasi costo.

Mercati di riferimento per una possibile espansione sono il Sud Africa e l'Australia, mentre altri dossier allo studio sono in fase meno avanzata.

Lo ha detto l'AD Enrico Bondi in occasione dell'assemblea che ha approvato i conti 2008.

"Abbiamo una guidance, quello che è accaduto finora ci permette di confermarla", ha detto Bondi.

A marzo, pubblicando i dati del 2008, il gruppo alimentare ha detto di aspettarsi per l'anno in corso risultati sostanzialmente in linea con l'esercizio precedente.

Rispondendo a un azionista che gli chiedeva che cosa Parmalat intenda fare dell'ampia liquidità di cui dispone, Bondi ha ricordato il "criterio di base" delle strategie del gruppo citando Francesco Guicciardini: "Vale più un ducato in borsa che dieci spesi male".

"Siamo impegnati a espanderci ma non faremo acquisizioni diluitive, fatte tanto per fare", ha spiegato ribadendo una posizione già espressa più volte.

Dal punto di vista geografico, ha proseguito, "riteniamo che il Sud Africa possa diventare un'utile base per la nostra espansione". Un altro mercato di interesse, ha ricordato, è l'Australia, dove potrebbero presentarsi opportunità di acquisizioni legate a disinvestimenti richiesti dall'antitrust dopo l'acquisizione di Dairy Farmers da parte di National Foods.

"Poi abbiamo in esame altri dossier ma in stato meno avanzato", ha continuato.

In conclusione dell'assemblea Bondi ha ringraziato gli azionisti presenti, oltre il 21% del capitale. "La vostra presenza è per noi motivo di conforto per continuare, mostra che una public company può vivere bene svolgendo tutte le funzioni di governo", ha affermato, sottolineando che sarebbe stato un quorum sufficiente anche per un'assemblea straordinaria. Nella lista degli azionisti oltre il 2% del capitale letta in avvio della riunione dal presidente Raffaele Picella figurano solo due nomi: Mackenzie Cundill Investment Management con il 7,458% e il gruppo Intesa Sanpaolo (ISP.MI: Quotazione) con il 2,38%. Non compare invece Goldman Sachs Asset Management, che secondo i dati Consob risultava avere il 2,013%.