27 giugno 2016 / 17:57 / un anno fa

PUNTO 1-Ubi, vede utile netto 2019 a 730 mln, Cet1 oltre 12%, al via Banca Unica

(Aggiunge altri dettagli)

di Andera Mandalà

MILANO, 27 giugno (Reuters) - In piena tempesta Brexit Ubi Banca lancia un piano industriale che prevede un utile al 2019 di 732 milioni di euro con una crescita media annua del 58,2%, un Rote al 9,4% e un Cet1 ratio ‘fully loaded’ di oltre il 12%.

Tra i punti cardini del piano, oltre al passaggio al modello di Banca Unica con l‘incorporazione di alcune controllate, l‘aumento fin da subito delle coperture dei crediti deteriorati attraverso un parziale riassorbimento della shortfall, ovvero la differenza tra le perdite attese e gli accantonamenti effettuati, operazione che comporterà accantonamenti straordinari nel secondo semestre di quest‘anno per 850 milioni.

Per effetto di queste poste straordinarie e dei costi una tantum del piano, la gran parte spesati nel conto economico al 30 giugno, il primo semestre e probabilmnente anche l‘intero 2016 si chiuderà in perdita. Nonostante questo l‘istituto prevede un dividendo nel 2016 almeno in linea con l‘esercizio 2015.

“Credo che sia un atto di serietà e una dimostrazione di forza presentare il piano dopo la Brexit. A livello manageriale penso che un piano a 4/5 anni non debba essere influenzato da fattori contigenti, anche se di notevole importanza”, ha commentato l‘AD, Victor Massiah, nel corso della conferenza stampa di presentazione del piano.

“Con questo piano vogliamo dimostrare che una banca italiana può essere solida e può aumentare le copertura senza richiedere un aumento di capitale”, ha aggiunto Massiah.

“Possiano fare tutto all‘interno di un semestre e nonostante questo annunciare che pagheremo un dividendo almeno in linea”.

Il piano prevede un pay out superiore al 40% sull‘utile di ogni esercizio.

COPERTURE SOFFERENZE SOPRA 60%, TEXAS RATIO AL 100%

Le coperture dei crediti deteriorati, inclusi gli stralci, sono attese salire al 49% nell‘arco del piano dal 43,3% di fine marzo, con quest‘ultime a loro volta in crescita pro-forma per includere il rassorbimento della shortfall dal precedente 37,8%. Le sole sofferenze saranno coperte a oltre il 60% dal 58%.

L‘operazione sulla shortfall permette inoltre di ridurre il Texas ratio (rapporto tra crediti detriorati netti e patrimonio tangibile) attorno al 100% già a fine 2016.

Il piano non prevede cessioni di Npl, ma l‘AD non ha escluso qualche vendita se si venissero a creare condizioni vantaggiose, anche attraverso l‘utilizzo dei Gacs.

“E’ una possibilità, non una necessità. Essere liberi di potere scegliere è un segnale di forza”, commenta Massiah.

CHIUSURA 280 SPORTELLI, USCITA 2.750 RISORSE

Dal punto di vista dei risparmi il piano prevede un contenimento dei costi operativi a circa 1,98 miliardi da 2,3 miliardi nel 2015 a fronte di investimenti per per circa 540 milioni.

Dal modello di Banca Unica, con la fusione per incorporazione di sette banche rete entro la prima metà del 2017, arriveranno risparmi a regime di oltre 80 milioni euro lordi.

Sul fronte degli esuberi è prevista l‘uscita di circa 2.750 risorse (di cui 1.300 con accesso al fondo di solidarietà) e l‘ingresso di circa 1.100 unità nell‘arco del piano.

Sulla rete si stima la chiusura di circa 280 sportelli di cui 130 legati al passagio al modello di Banca Unica.

I ricavi operativi saliranno da circa 3,4 miliardi di euro nel 2015 a 3,6 nel 2019 e a 3,8 miliardi nel 2020, in gran parte per effetto del diverso funding mix.

La composizione del portafoglio titoli vedrà una forte riduzione del peso dei governativi Italia che passa dal 95% del 2015 al 46% al 2020.

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