Banche Italia, lettera Bce a Carige riaccende pressioni su settore

venerdì 4 marzo 2016 18:06
 

MILANO, 4 marzo (Reuters) - Il nuovo intervento della Bce su Banca Carige riaccende le pressioni speculative sul settore bancario italiano in un mercato che coglie ogni occasione per rivedere le proprie scommesse sul comparto.

Il titolo Carige chiude la seduta lasciando sul terreno il 9,6% a 0,57 euro con volumi intensi trascinando al ribasso tutto il settore bancario italiano che perde il 2% in controtendenza all'andamento positivo delle banche europee (Stoxx +0,5%).

In una comunicazione inviata lo scorso 19 febbraio a Banca Carige, e resa nota ai mercati ieri sera, la Bce chiede all'istituto di predisporre entro il 31 marzo un nuovo piano di funding, e entro il 31 maggio un nuovo piano industriale che tenga conto del deterioramento dell'attuale scenario economico rispetto alle previsioni originarie e che rifletta nuove considerazioni sulle opzioni strategiche del gruppo.

Di fatto, secondo un broker, un invito al nuovo Cda, che sarà eletto il prossimo 31 marzo in netta discontinuità con quello attualmente in carica, a valutare operazioni di M&A e cessioni di Npl.

Alla luce di questa 'draft decision' della Bce, insieme con l'andamento gestionale che vede una flessione della raccolta diretta, il gruppo ligure ha reso noto di aver dovuto svalutare l'avviamento residuo nella banca.

Di conseguenza la perdita netta d'esercizio è salita a 101,7 milioni dal rosso per 44,6 comunicato con i risultati preliminari.

Secondo gli operatori la comunicazione ha spiazzato il mercato non tanto per gli effetti sul bilancio di Carige e per le indicazioni non incoraggianti sull'andamento della raccolta, già incorporate nelle stime degli analisti, ma quanto perchè ha messo in evidenza una nuova attenzione particolare della Bce sull'istituto riaprendo le ferite su tutto il sistema bancario italiano.

"Viene in mente quando lo scorso gennaio la Bce aveva chiesto ad alcune banche con un questionario una serie di informazioni relative al loro portafoglio crediti deteriorati, Il mercato aveva reagito male e in modo scomposto ", dice un analista.

"E' una scusa per vendere i titoli bancari. Sono movimenti irrazionali, non vedo problemi sul settore a parte il calo della raccolta di poche banche, peraltro già noto", aggiunge, ricordando oltre a Carige, Mps Veneto Banca e Pop Vicenza.   Continua...