PUNTO 1-Rcs chiede a soci nuova delega per aumento, entro 22/12 nuovo piano

venerdì 13 novembre 2015 12:06
 

(riscrive, aggiunge dettagli, commenti, andamento titolo)

MILANO, 13 novembre (Reuters) - Il Cda di Rcs chiede ai soci di poter conservare fino al 2017 la cartuccia dell'aumento di capitale per lavorare al nuovo piano industriale con più flessibilità e per dare più tempo alle trattative in corso con le banche sul debito in un contesto di "continuità aziendale" che non è apparso scontato neppure ai consiglieri.

Se il gruppo editoriale, che al 30 settembre ha un debito netto di 500 milioni, non avrà il via libera degli azionisti, convocati il 16 dicembre, potrebbe esercitare la delega da 190 milioni che scade a fine anno, avverte la nota sui conti.

I deboli risultati dei 9 mesi, chiusi con una perdita netta di 126,4 milioni (compresa Rcs Libri) dal rosso di 93,1 di un anno prima, e "il prevedibile mancato rispetto" dei covenant fissati sui conti dei 9 mesi e dell'anno sono i principali fattori di incertezza.

La speranza è di raggiungere "il prima possibile", ha detto il Cfo nella conference call, un accordo con le banche creditrici, cui è stato chiesto di considerare la cessione della Libri, che sarà perfezionata a inizio 2016, nelle valutazioni sui covenant di quest'anno in modo da scongiurare lo scatto automatico della ricapitalizzazione.

Intanto, dopo il calo dei ricavi registrato al 30 settembre (-3,7% a 743 milioni escludendo la Libri) e nonostante il miglioramento dell'Ebitda (17,4 milioni ante oneri non ricorrenti, senza Rcs Libri, da 9,2), Rcs ha previsto per l'intero 2015 un "sostanziale peggioramento della redditività del core business", osserva un analista.

Per fine anno il gruppo vede ricavi in calo del 3% e un Ebitda consolidato ante oneri non ricorrenti (a perimetro omogeneo) "in crescita sia in valore assoluto sia in termini di redditività, che si attesterà nell'ordine del 7% dei ricavi totali". Entrambe le voci non includono più l'apporto di Rcs Libri, che però, chiarisce l'analista, aveva una marginalità più bassa della media del gruppo.

Le stime si confrontano con quelle date a fine agosto di ricavi 2015 sostanzialmente stabili e un Ebitda consolidato a perimetro omogeneo, ante oneri non ricorrenti, al 9% dei ricavi.

"Le indicazioni sull'ultima parte dell'anno sono deludenti, ma il punto qui è che la società continua ad avere sempre gli stessi problemi: servono altre cessioni, altro taglio costi, altra finanza per stabilizzare la struttura finanziaria e le banche non hanno ancora deciso se essere abbastanza pazienti e generose da evitare l'aumemnto", conclude l'analista.   Continua...