PUNTO 2-Prysmian, ricavi, Ebitda e utile in crescita in nove mesi

giovedì 5 novembre 2015 19:45
 

(Accorpa pezzi, chiusura titolo)

MILANO, 5 novembre (Reuters) - Prysmian archivia i primi nove mesi dell'anno con risultati in crescita, ma il mercato ha visto prevalere le prese di beneficio.

I ricavi, si legge in un comunicato del produttore di cavi, sono saliti, a livello organico, del 6,9%, a 5,663 miliardi. L'Ebitda adjusted è salito dell'11,4%, a 488 milioni. L'utile netto ha registrato una crescita del 2,6%, a 139 milioni.

Prysmian ha confermato la guidance sull'Ebitda adjusted a fine anno, che si attesterà oltre la metà del range 590-640 milioni. Nel corso della conference call di presentazione dei risultati, l'AD Valerio Battista ha precisato di non poter indicare "dove" si collocherà l'Ebitda alla fine per via di alcune incognite, in particolare i cambi. Al momento, Prysmian prevede un impatto positivo sull'anno dai tassi di cambio.

L'indebitamento finanziario netto al 30 settembre scorso era pari a 955 milioni, rispetto a 1,292 miliardi di un anno prima e a 979 milioni alla fine del primo semestre.

Il direttore finanziario, Pier Francesco Facchini, ha affermato che l'indebitamento a fine anno sarà certamente inferiore ai 700 milioni di euro.

A fronte della pfn, Battista è stato stimolato dagli analisti, come accade regolarmente, sul tema dell'attività di M&A. E ha risposto: "Abbiamo il bilancio (per fare un'acquizione), la disponibilità di fondi, possiamo farlo; abbiamo diversi dossier sulla scrivania, alcuni sono in stato avanzato, altri no... Dobbiamo decidere, non abbiamo fretta. Qualcosa succederà nel 2016. Parlo di un deal di media grandezza. Se non utilizzeremo la disponibilità di fondi per un'acquisizione, i soldi andranno agli azionisti", ha aggiunto il manager aretino, riferendosi a un dividendo straordinario.

Interpellato ancora sulla natura dei potenziali target di M&A, Battista ha ricordato che Prysmian non ama le "società commodity" (quelle che apportano solo dimensione), ma, nello stesso, ha spiegato che "non possiamo comprare tante aziende di nicchia, perché lo sforzo di integrare le piccole non è proporzionale ai vantaggi che si ottengono. Stiamo guardando nel mezzo".

Secondo le stime di consensus, pubblicate sul sito dell'azienda e basate sulle indicazioni di sei broker, nei nove mesi gli analisti prevedevano vendite pari a 5,557 miliardi, un Ebitda adjusted di 471 milioni (486 milioni escludendo WL) e una posizione finanziaria netta di 989 milioni.   Continua...