15 ottobre 2015 / 14:26 / 2 anni fa

PUNTO 1-Saras stima ebitda 2019 a 730 mln, parte trading a Ginevra e guarda a Iran

* Mercato apprezza piano, titolo strappa in Borsa

* Parte società trading a Ginevra, ma senza i russi

* Attesa per ritorno Iran sul mercato, incontro prossima settimana (Riscrive, aggiunge dettagli, dichiarazioni)

di Giancarlo Navach

SARROCH, 15 ottobre (Reuters) - Saras sorprende il mercato con una stima di redditività per quest‘anno e al 2019 sopra le attese e annuncia l‘avvio della società di trading petrolifero a Ginevra, ma senza l‘apporto dei russi di Rosneft a causa delle sanzioni occidentali. Occhi puntati, invece, verso l‘Iran in attesa che ritorni a esportare il greggio nel 2016.

Il piano - annunciato oggi dai vertici della società controllata dalla famiglia Moratti nell‘impianto di raffinazione di Sarroch, in Sardegna, il più grande del Sud Europa, a una platea di analisti e investitori internazionali - ha fatto schizzare il titolo in Borsa con un rialzo fino a quasi 10%. “La stima sull‘ebitda è molto elevata sia per quest‘anno che a fine piano”, spiega un analista.

Nel 2019, l‘ebitda è atteso intorno ai 730 milioni di euro, grazie all‘integrazione della ‘supply chain’ e alle iniziative di miglioramento dell‘efficienza energetica e a investimenti moderati. La società prevede di centrare questo risultato nei margini grazie a un incremento di 130 milioni di ebitda derivante dall‘integrazione della “supply chain” e di 95 milioni legati a iniziative di miglioramento nell‘arco piano.

Quest‘anno l‘ebitda è visto fra 740 e 760 milioni, scenderà a 690 milioni nel 2016 a 670 nel 2017 e a 645 milioni nel 2018. Gli investimenti nella raffinazione e nel petrolchimico ammonteranno a 645 milioni nei prossimi quattro anni, con una media annua di 160 milioni e destinati per la gran parte alla manutenzione degli impianti.

“Questo piano non ha problemi di esecuzione ed è fattibile”, ha spiegato il Cfo, Corrado Costanzo che, poco prima del termine dell‘incontro ha annunciato le sue dimissioni dopo 25 anni di servizio. Sarà sostituto da Franco Balsamo, ex Cfo Acea .

Nell‘arco piano il cash flow generato è visto a 1,1 miliardi di euro. La società stima una generazione di cassa in grado di supportare gli investimenti, i requisiti di capitale circolante ed anche dividendi in linea con l‘attuale politica aziendale che prevede la distribuzione di un importo compreso fra il 40% e il 60% dell‘utile netto adjusted.

Quanto alla nuova società di trading, recentemente costituita a Ginevra, prevede di generare un ebitda positivo sin dal primo anno di operazioni e agirà come agenzia per la fornitura fisica del gruppo Saras, ma opererà anche in ambito di trading puro con parti terze. Accantonata, almeno per ora, l‘ipotesi di realizzare una joint venture commerciale con Rosneft, che detiene il 21% del capitale di Saras.

Comunque i rapporti con i russi sono “ottimi”, ma nessuna visibilità su un eventuale aumento della quota nella società.

Infine occhi puntati sull‘Iran che dovrebbe tornare a esportare il petrolio dal secondo trimestre del 2016, se lo stop all‘embargo sarò confermato. “Per noi l‘Iran è stato storicamente un fornitore importante, affidabile con grezzi interessanti e se ci sarà un nuovo fornitore sul mercato, riteniamo che la struttura dei prezzi possa migliorare a nostro vantaggio in modo che ci sia più offerta. Abbiamo eccellenti rapporti con gli iranani e la prossima settimana andiamo a trovarli di nuovo”, ha sottolineato Dario Scaffardi, executive vice presidente e general manager.

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