8 aprile 2009 / 13:41 / 9 anni fa

PUNTO 1 - Telecom Italia, cedola può salire, crisi non preoccupa

(unisce storie, aggiunge dichiarazioni)

MILANO, 8 aprile (Reuters) - Telecom Italia (TLIT.MI) apre alla possibilità di un aumento della cedola nei prossimi esercizi, conferma gli obiettivi del piano e guarda senza preoccupazioni alla crisi finanziaria.

Lo hanno detto l‘AD Franco Bernabè e il presidente Gabriele Galateri di Genola durante l‘assemblea degli azionisti, ribadendo l‘impegno in Brasile, dove Telecom Italia controlla Tim Participacoes TCSL4.SA e Argentina, dove controlla Telecom Argentina (TEC2.BA).

La cedola sui conti 2008, 5 centesimi per le ord e 6,1 per le risparmio, è da considerare un punto di minimo rispetto a quanto sarà distribuito negli anni successivi.

“Il dividendo 2008 ci consente di conciliare l‘esigenza di riduzione del debito e una remunerazione ragionevole per gli azionisti, in linea con le attese medie del mercato”, ha detto Bernabè. “Dobbiamo considerare che tale livello è un ‘floor’ su cui costruire la crescita negli anni a venire”.

Galateri ha garantito sui target del piano industraile presentato a dicembre 2008. “Abbiamo fiducia nel piano e siamo determinati a raggiungere gli obiettivi”, ha detto. E si è detto convinto che gli effetti positivi ci saranno anche in termini di apprezzamento del titolo in borsa. “Restaurando il clima di fiducia sarà possibile far apprezzare il miglioramento dei fondamentali del gruppo”, ha detto.

Galateri ha parlato in generale della necessità di restituire fiducia ai mercati e, per Telecom, della politica del gruppo di migliorare i rapporti “con tutti gli stakeholders”, comprese le autorità, e con gli operatori concorrenti.

CRISI NON PREOCCUPA, RIFINANZIATE 60% SCADENZE 2009

Telecom Italia, nel primo trimestre, ha rifinanziato oltre il 60% del fabbisogno in scadenza nel 2009 e ha liquidità sufficiente a far fronte alle scadenze di rimborso del debito dei prossimi 18-24 mesi.

Il gruppo “sta affrontando la crisi dei mercati finanziari con serenità, potendo contare su oltre 12 miliardi di liquidità, composti da 5,1 miliardi di cassa o titoli equivalenti e da 6,5 miliardi di linee di credito a lungo termine (scadenza 2014), non revocabili e prontamente disponibili”, ha detto Bernabè.

Nei primi tre mesi il gruppo ha rifinanziato “oltre il 60% del fabbisogno finanziario in scadenza nel 2009 a un costo medio leggermente superiore al costo medio del nostro debito che è pari al 6% circa”, ha aggiunto.

Il margine di tesoreria è “sufficiente a far fronte alle scadenze del debito dei prossimi 18-24 mesi”.

Nel medio periodo il gruppo punta a ridurre il debito grazie a dismissioni di asset e alla “cassa generata dalle attività del nostro mercato domestico e in Brasile”, ha detto.

INVESTIRE IN BRASILE, DIFENDERA’ DIRITTI IN ARGENTINA

Il gruppo ha confermato che Brasile e Argentina sono core.

Il piano “prevede una forte crescita in Brasile, un paese che riteniamo abbia, nel lungo periodo, grandi potenzialità”, ha detto Bernabè. “Continueremo a investire in innovazione per restituire a Tim Brasil il ruolo di leader del mercato”.

Ha ribadito le critiche all‘autorità antitrust Argentina (Cndc), che con una delibera dei giorni scorsi ha inibito ai consiglieri di Telecom Argentina espressione di Telecom Italia di svolgere le loro funzioni gestionali.

“Telecom Italia continuerà a difendere in tutte le sedi i propri diritti, consapevole delle sue buone ragioni e del contributo fondamentale dato negli anni al rilancio e al successo di Telecom Argentina, che è oggi un grande asset di quella nazione”, ha spiegato.

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