PUNTO 1-Intesa SP considera Ipo AM e private banking - AD a stampa

lunedì 19 gennaio 2015 09:48
 

(Aggiunge dettagli)

MILANO, 19 gennaio (Reuters) - Intesa Sanpaolo è pronta a considerare la quotazione delle attività di asset management e di private banking per facilitarne la crescita.

Lo dice l'AD, Carlo Messina, in un'intervista ad Affari e Finanza di Repubblica.

"Vogliamo aumentare le dimensioni e internazionalizzare queste attività, lo faremo scegliendo il partner giusto ma conservando il 51%", spiega Messina. "L'obiettivo è crescere e, sia per il private banking, sia per l'asset management, sono pronto a considerare la possibilità di quotare le due società se può rendere più facile questo processo di crescita".

Il gruppo sta "valutando se costituire una holding" tra Intesa Sanpaolo Private Banking e Fideuram. "I prossimi passi saranno la creazione di una nuova area per i patrimoni più elevati all'interno di Intesa Sanpaolo Private Banking, o con un nuovo marchio, e la crescita esterna attraverso acquisizioni, soprattutto all'estero".

Messina ribadisce che la banca non ha interesse per Mps , Carige o per gli asset internazionali di Coutts. "Nell'area retail non faremo acquisizioni, né in Italia, né all'estero", afferma.

L'AD, inoltre, ripete che il capitale in eccesso, "se i requisiti patrimoniali non saranno inaspriti", sarà restituito agli azionisti, salvo "eventuali acquisizioni". Per quanto riguarda i potenziali target, Messina definisce Banca Cesare Ponti "una piccola realtà, che non cambierebbe la nostra struttura". Intesa Sanpaolo è sempre alla ricerca di "un marchio internazionale forte a prezzi correnti" e guarda "a Regno Unito, Stati Uniti, Svizzera e Asia".

Messina non nasconde di voler crescere nelle assicurazioni vita all'estero, "ma i mercati sono presidiati da operatori forti e realisticamente è difficile che si creino opportunità davvero interessanti".

Intesa Sanpaolo, però, non intende rinunciare alla classica attività bancaria: "Nel 2015 erogheremo 35 miliardi". Le prospettive dell'economia italiana sono in cauto miglioramento: "Prevediamo per il 2015 una crescita del Pil tra lo 0,4 e lo 0,6%, ma l'effetto euro e l'effetto petrolio potrebbero aggiungere più di qualche decimo di punto a questa previsione".   Continua...