1 ottobre 2014 / 13:23 / tra 3 anni

PUNTO 2-Hera, piano al 2018 prevede mol oltre 1 mld, attese altre due acquisizioni

* Tommasi: “No a maxi aggregazioni, puntiamo ad Aimag Modena”

* Cedola base a 9 cent per azione al 2018

* Interesse per clienti di E.On Italia (Riscrive, aggiunge altre dichiarazioni Tommasi di Vignano)

di Giancarlo Navach

MILANO, 1 ottobre (Reuters) - Un margine operativo lordo superiore per la prima volta al miliardo di euro, una crescita dell‘utile per azione media del 5% e investimenti industriali e finanziari per complessivi 2,1 miliardi.

Questi i numeri più significativi del nuovo piano industriale di Hera al 2018 che conferma una politica di dividendi in linea con gli ultimi 4 anni, partendo da una base di 9 centesimi per azione e un valore della produzione di 5,8 miliardi di euro (rispetto ai 4,7 miliardi del 2013).

A dare carburante al mol nei prossimi anni saranno oltre alla crescita organica, la conferma delle gare per la distribuzione del gas e le operazioni di M&A, attraverso due ulteriori operazioni di integrazione rispetto all‘ultima Amga Udine esecutiva dal luglio scorso.

Alla luce dell‘attuale incertezza del quadro normativo, in attesa della legge di stabilità che dovrebbe prevedere incentivi agli azionisti pubblici per disinvestire nelle utility, il presidente di Hera Tomaso Tommasi di Vignano, non si è sbilanciato più di tanto nella call con gli analisti: “Da quanto ho capito, tranne una fuga in avanti sulle maxi aggregazioni che non mi sembrano all‘ordine del giorno, l‘Italia potrebbe essere divisa in quattro macro aree che fanno riferimento alle quattro aziende più grandi quotate e su quelle crescere. Queste società potrebbero essere i veicoli attraverso cui questo processo si verificherà nel tempo”.

Proprio per capire quali saranno le conseguenza del piano del governo sulla razionalizzazione del settore delle utility, Tommasi di Vignano si è limitato a evidenziare solo le potenzialità derivanti da due acquisizioni, “anche perché la mancanza di una solidità di questo scenario normativo non ci consente di fare voli pindarici”.

Incalzato dalla domande degli analisti, il manager ha poi precisato che “oggi non ho la possibilità di qualificare i nomi delle due aziende con cui stiamo trattando, certamente Aimag fa parte dei nostri intendimenti visto che siamo anche azionisti”.

Hera punta a integrare la multiutility che opera nelle province di Modena e Mantova attiva nei settori dei servizi ambientali, ciclo idrico ed energia, di cui già controlla il 25% del capitale. Pertanto, a parte Aimag, l‘azienda ha messo nel mirino altre utility contigue al proprio territorio di riferimento al momento top secret. Nei piani di Hera queste due potenziali acquisizioni faranno salire il mol di 75 milioni al 2018 per arrivare all‘obiettivo di 1,020 miliardi.

Infine, il presidente di Hera, ha confermato l‘interesse per la base clienti gas ed energia elettrica nell‘ambito della vendita di tutti gli asset italiani della tedesca E.On : “Stiamo partecipando alla gara per i clienti di E.On, non sappiamo come andrà, ma un è un evento importante non incluso nel piano”.

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