PUNTO 2-Eni utile netto adj trim2 a 0,87 mld sotto consensus, bene G&P, pesa Libia

giovedì 31 luglio 2014 10:15
 

* Cedola interim sale a 0,56 euro per azione da 0,55 in 2013

* Stabile produzione idrocarburi a 1,58 mln boe/giorno

* Rotte le trattative con sindacati su crisi raffinazione e petrolchimica (Aggiunge andamento titolo, commento analisti)

MILANO, 31 luglio (Reuters) - Eni ha chiuso il secondo trimestre del 2014 con un utile netto adjusted (senza le componenti straordinarie) di 870 milioni di euro, in crescita del 50,7% rispetto allo stesso periodo 2013 ma ben al di sotto del consensus di un sondaggio Reuters che indicava una media di 1,012 miliardi.

A Piazza Affari il titolo sta scendendo: poco dopo le 10,00 cede lo 0,41% a fronte dell'andamento positivo dello stoxx settoriale europeo (+0,31%) seppur in un mercato italiano che arretra di circa un punto percentuale. In un report un primario broker italiano scrive che "i numeri del secondo trimestre sono sotto le attese, penalizzati da margini deboli su E&P. Possibile una reazione negativa (del titolo)".

La pressione in vendita sul titolo è tuttavia compensata dall'annuncio di stamani di un'importante scoperta nell'offshore del Gabon con un potenziale in posto di 500 milioni di barili.

Tornando ai risultati del trimestre, l'utile operativo adjusted si attesta a 2,73 miliardi, in salita del 39,3%. Questi numeri, spiega una nota, si confrontano con le perdite straordinarie registrate dalla controllata Saipem nello stesso periodo del 2013 per 680 milioni e sono frutto sia della ripresa del settore Gas and Power, tornato in utile operativo per 70 milioni a seguito dei benefici per le rinegoziazioni dei contratti 'take or pay' a lungo termine, sia di quello Ingegneria e costruzioni, ovvero Saipem. In contrazione, invece, i risultati del settore Exploration and Production, penalizzato da fattori geopolitici in Libia. Peggiora il rosso del settore refining and marketing a seguito della debolezza dello scenario di raffinazione e della domanda di carburanti.

E proprio nella tarda serata di ieri, al termine di una lunga giornata di incontri al ministro dello Sviluppo economico, c'è stata una nuova rottura delle trattative con i sindacati a seguito, hanno detto in una nota, della rigidità mostrata dall'azienda che non intende riavviare gli impianti di raffinazione di Gela e di Porto Marghera, parte di un piano più generale che prevede la chiusura di cinque raffinarie in Italia. A rischio ci sono migliaia di posti di lavoro.

Nel secondo trimestre la produzione di idrocarburi si è attestata a 1,58 milioni di barili/giorno, invariata rispetto allo stesso periodo del 2013. Per l'anno la produzione è vista sostanzialmente in linea a quella del 2013 al netto della cessione della quota Eni nella jv Artic Russia. In leggera flessione, invece, sono attese le vendite di gas anche a causa del clima mite nei mesi invernali.   Continua...