6 giugno 2014 / 15:23 / tra 3 anni

Banche Italia, da manovra Bce maggiore beneficio per popolari

di Andrea Mandala’

MILANO, 6 giugno (Reuters) - All‘indomani del corposo pacchetto di misure straordinarie annunciate dalla Bce per sostenere l‘economia, il mercato conferma i giudizi positivi sulle mosse della Banca centrale europea e analizza a fondo l‘impatto per il settore bancario in generale e per i singoli istituti. I principali obiettivi del piano di Draghi sono quelli di allentare il credito attraverso una maggiore efficacia della trasmissione della politica monetaria all‘economia reale e favorire la crescita dell‘economia dell‘eurozona.

Secondo gli analisti il più rilevante effetto positivo delle iniziative della Banca centrale europea sulle banche riguarderà però il funding, mentre è più incerto l‘impatto sui volumi di credito, soprattutto per le Pmi, sia in termini di domanda che di politiche di offerta.

“In generale, le banche italiane beneficeranno dei nuovi fondi Bce in misura relativamente maggiore rispetto alle altre banche europee (e in particolare alle banche spagnole, più esposte al settore dei mutui-casa)” scrivono gli analisti di Icbpi.

In particolare il broker indica Creval, Banco Popolare e Pop Emilia, tra le più favorite “in virtù di un‘incidenza dei finanziamenti a imprese e privati che stimiamo tra il 70% e l‘80% degli attivi creditizi totali”.

Le popolari sono in pole position anche per Intermonte.

“Ipotizzando che la dinamica degli impieghi rimanga quella da noi stimata oggi (+1,8% a/a nel 2014 e +2,8% a/a nel 2015), le banche dovrebbero avere un beneficio in termini di Eps che va dal +2/2,5% (Intesa Sanpaolo, UniCredit e Mediobanca ) al +7/8% per le banche popolari”, dice il broker che tra le maggiori beneficiare di quest‘ultime cita Ubi , Banco Popolare e Creval.

Equita Sim stima in generale un impatto positivo del minore costo del funding di circa il 5% sugli utili 2015-17. Spiccano Creval, con un impatto stimato attorno al 20% e Mps, il cui beneficio sull‘utile potrebbe arriavare anche superare tale percentuale.

La risposta della borsa oggi conferma l‘analisi. In un comparto bancario italiano frizzante - indice FTSE Italia All-Share Banks +3,3% - svettano le banche popolari.

Alle 16,45 circa Pop Milano, Banco Popolare e Pop Emilia evidenziano rialzi dal 5% al 6% circa; Ubi guadagna il 3,6% e Creval il 2,3%

Tra le big Intesa Sanpaolo avanza del 4% e UniCredit del 2%.

Discorso a parte per Monte dei Paschi, che perde il 2% circa in una seduta volatile penalizzata condizionata dall‘annuncio dei termini della ricapitalizzazione da 5 miliardi di ieri sera.

L‘indice FTSE Mib sale dell‘1,3%

POSSIBILE ROLLOVER VERSO NUOVI LTRO, CAUTELA SU PIU’ IMPIEGHI

Per quanto riguarda il sostegno della liquidità, la Bce offrirà nuove operazioni di rifinanziamento a lungo termine (4 anni) a condizioni agevolate, denominate “Tltro” (targeted Ltro), con un importo iniziale di 400 miliardi, in proporzione al portafogli finanziamenti alle imprese non finanziarie e alle famiglie, con esclusione dei mutui residenziali.

Le caratteristiche speciali di queste nuove operazioni ‘long term’ (le banche sono obbligate a rimborsare questi prestiti a settembre 2016 se non erogati all‘economia) sono mirate a far ripartire il canale del credito attraverso il cosidetto ‘funding for lending’, a differenza della prima versione degli Ltro, che non avendo condizioni, hanno avuto l‘effetto di finanziare principalmente l‘acquisto di titoli di Stato.

La possibilità di finanziare parte del proprio portafoglio prestiti a tassi più bassi rispetto a quelli attuali, comporta un maggiore beneficio per gli istituti con un peggiore merito creditizio oltre che per le banche con una maggiore proporzione deli impieghi verso imprese e privati.

A fronte di alcuni margini di indeterminatezza sulle modalità con le quali i fondi della Bce confluiranno alle imprese, alcuni analisti sottolineano in particolare la possibilità che gli Tltro possano essere utilizzati per risolvere posizioni scoperte e per fare operazioni di carry-trade con un effetto un effetto positivo sui margini.

Equita Sim fa notare infatti che “le banche possono infatti sostituire le Ltro che scadono a febbraio 2015 con nuove misure scadenza settembre/dicembre 2016, anche senza aumentare gli impieghi”.

Disincentivi ad azionare la leva degli impieghi derivano da un contesto economico percepito ancora debole e potrebbe trovare anche ragione dagli esami europei sulla qualità degli attivi in corso che spingono lo banche e non aumentare la rischiosità dei propri prestiti.

Una forte spinta, attraverso il trasferimento del rischio di credito alla Bce, dovrebbe arrivare dall‘annunciato programma di acquisto degli Abs, ovvero titoli con sottostante i crediti a imprese e famiglie.

Draghi ieri ha tuttavia sottolineato che non ne è stato al momento discusso l‘importo, ma solo il fatto che debba essere legato al settore non finanziario dell‘economia.

“Questa mossa dovrebbe comunque aumentare la propensione al rischio delle banche”, commenta Equita.

PER EFFETTI COMPLESSIVI SU MERCATO SERVE TEMPO

“Draghi ha mantenuto la sua promessa di agire, annunciando una combinazione di misure per ridurre i costi di finanziamento, iniettare nuova liquidità, creare una nuova fonte di prestito a tasso fisso e sostenere i finanziamenti per le piccole e medie imprese”, commenta in una nota Sandra Crowl, membro del comitato investimenti di Carmignac Gestion

Secondo l‘asset manager i minori costi di funding e rischi di default sulla scia delle misure annunciate ieri avranno inoltre un effeto positivo sul portafoglio corporate credit e in particolare le obbligazioni del settore finanziario.

Più cauto Bill Street capo economista Emea di State Street Global Advisors. “Se da un lato la Bce si è mossa leggermente al di là delle aspettative, dall‘altro ci vorrà del tempo per vederne gli effetti complessivi sul mercato”, dice l‘economista in una nota.

“E’ inoltre importante notare che la sospensione della sterilizzazione del Security Market Programme darà un notevole impulso all‘ammontare di liquidità presente nel sistema, una mossa che va nella direzione di un quantitative easing”, aggiunge.

“Tuttavia non sappiamo ancora per quanto tempo permarranno queste condizioni di maggiore liquidità e quanto saranno efficaci contro lo spettro della deflazione. In termini di quantitative easing, l‘esperienza di altri paesi suggerisce che, a meno che la banca centrale sia pronta a realizzarlo su una vasta scala, l‘impatto sull‘inflazione rimarrà modesto”, conclude.

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