8 maggio 2014 / 06:08 / 3 anni fa

PUNTO 2-Enel guarda all'estero ma si rafforza in Italia

(Riscrive, unisce altri articoli, aggiunge dettagli da conference call)

ROMA, 8 maggio (Reuters) - Enel fa i conti con la crisi in Italia e soprattutto in Spagna, con i ricavi complessivi scesi nel primo trimestre dell'11% a 18,2 miliardi dai 20,445 miliardi di un anno fa.

Malgrado ciò i manager del gruppo elettrico italiano, che si appresta a cambiare amministratore delegato e presidente, si dicono fiduciosi sulla possibilità di poter portare avanti la strategia già definita. E la società sembra essere ancora in grado di tenere malgrado il prolungarsi della crisi.

Oggi il gruppo elettrico, che l'Ad Fulvio Conti affiderà a Francesco Starace che guida Enel green power, ha approvato i conti dei primi tre mesi dell'anno che si sono chiusi con un risultato netto di 895 milioni in crescita del 5% e un utile netto ordinario in calo dell'8,2% a 782 milioni.

L'Ebitda del periodo è stato pari a 4,036 miliardi in crescita dello 0,5% rispetto al primo trimestre del 2013 quando si era fermato a 4,014 miliardi.

Il consensus degli analisti interpellati da Reuters stimava un dato a 3,856 miliardi.

"Visti i risultati del primo trimestre possiamo dire che siamo sulla strada giusta per raggiungere i risultati annunciati per l'anno" ha detto il direttore finanziario, Luigi Ferraris agli analisti nel corso di una conference call.

Primo obiettivo rimane quello della riduzione dell'indebitamento che dai 41,539 miliardi raggiunti al 31 marzo scorso (+4,6%) dovrà essere riportato ai 37 previsti dalle linee strategiche del gruppo.

Un taglio di oltre 4 miliardi che dovrà essere realizzato completando il piano di dismissioni da circa 4,4 miliardi annunciato: "Ci sono trattative in corso, abbiamo registrato interesse, e sono fiducioso che nella seconda parte dell'anno potremo raggiungere gli obiettivi per le dismissioni", ha risposto Ferraris ad un analista.

Per quanto riguarda il futuro, oltre al taglio del debito, la nota diffusa da Enel spiega che si lavora a recuperare margini per pagarlo ed aumentare la redditività complessiva. Si punta a riacquistare le partecipazioni di minoranza nelle società che gestiscono le attività in America latina dove si dice ci siano, attualmente, mercati più profittevoli.

L'operazione è già cominciata. Sono stati impegnati circa 700 milioni e di questi nel primo trimestre 2014 ne sono stati pagati 180 milioni. Cifre importanti, ma ancora un primissimo abbozzo stante che il piano industriale 2014-2018 mette a disposizione di questa strategia 8 miliardi di euro.

Poi bisogna fare attenzione alle nuvole, di cui parla la stessa società, che sembra si stiano materializzando all'orizzonte: "Le economie emergenti mostrano tassi di crescita della domanda ancora rilevanti, nonostante un deterioramento dello scenario economico".

Nel mentre, in attesa di portare a casa dal Sud America quanto atteso, Enel trae benefici effetti dall'investimento nelle rinnovabili, dal poter contare in Italia su centrali a carbone e idriche con bassi costi di produzione: una struttura che le ha consentito di rafforzarsi.

I conti dei primi tre mesi del 2013 dicono che in termini di Ebitda l'Italia cresce da 1,49 a 1,66 miliardi; la Spagna è stabile intorno a 950 milioni e le attività in America latina hanno visto ridursi il margine lordo da 704 a 552 milioni.

(Alberto Sisto)

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