7 maggio 2014 / 13:23 / 3 anni fa

PUNTO 1-Indesit, valutazione integrazione prosegue, tutte opzioni ancora aperte

(Riscrive accorpando pezzi, aggiunge dettagli)

FABRIANO, 7 maggio (Reuters) - Il processo di ricerca di un partner per Indesit prosegue e potrebbe vedere una conclusione entro l‘estate, ma al momento nessuna decisione è stata presa e tutte le opzioni restano aperte, compresa anche la decisione di Fineldo di restare l‘azionista di controllo.

“Il processo sta andando avanti” ha risposto il presidente e AD di Indesit, Marco Milani, al termine delle assemblee ordinaria e straordinaria degli azionisti che hanno approvato il bilancio 2013 e la conversione obbligatoria delle azioni risparmio in ordinarie.

“C‘è una certa attesa, da quello che si legge nei giornali, perchè qualcosa si finalizzi entro giugno-luglio, credo sia giusto”, ha aggiunto.

Milani ha sottolineato che il processo è portato avanti dall‘azionista di controllo, ma che Indesit “sta dando collaborazione a Fineldo nella sua attività, quindi sta fornendo informazioni, dati e anche in futuro fornirà tutta la collaborazione che una controllata può dare alla controllante che sta facendo una valutazione di possibile aggregazione”.

A questo proposito, Milani ha sottolineato che Indesit è seguita dall‘advisor finanziario Ondra e dall‘advisor legale Paul Hastings e che gli amministratori indipendenti hanno nominato un proprio advisor nella persona dell‘avvocato Michele Carpinelli dello studio Chiomenti.

“Noi collaboriamo, poi ci sarà un momento in cui Fineldo, se avrà trovato il partner giusto, lo proporrà al cda di Indesit e a quel punto ci saranno altri doveri, ci sarà la fairness opinion... ma a questo punto non ci siamo ancora”, ha spiegato l‘AD.

Prima dell‘inizio delle assemblee, Aristide Merloni aveva sottolineato che nessuna decisione è stata presa sul destino della quota di Fineldo, oggi al 44% di Indesit.

“E’ una valutazione a 360 gradi, non si è ancora presa una direzione”, ha risposto Aristide Merloni a una domanda sul destino della quota della holding della famiglia Merloni.

“Bisogna vedere se e quale operazione possa essere fatta anche per la tutela del territorio e delle persone che ci lavorano”, ha spiegato Aristide, sottolineando che non è ancora stato deciso se andare “avanti da soli, se ci sarà una fusione, se ci sarà un‘integrazione, se ci sarà una vendita”.

Aristide ha sottolineato che si tratta di un “contesto difficile” e che è necessario trovare un compromesso tra gli interessi di tutte le parti.

“E’ per questo che ancora non sappiamo se l‘operazione si farà e che operazione fare”, ha detto.

“Non è ancora niente di certo, può essere anche che decidiamo di andare avanti stand-alone, investendo nella società... è tutto da vedere, c‘è tempo”.

“Abbiamo un‘azienda straordinaria, che performa meglio delle altre in Europa, non siamo costretti a forzare i tempi”, ha risposto a una domanda sulla tempistica di un‘eventuale operazione.

FONDI AMBER OLTRE 2%, FAVOREVOLI A INTEGRAZIONE

Durante l‘assemblea è emersa anche una sorpresa nell‘azionariato, con la presenza di fondi riconducibili ad Amber, per una quota complessiva superiore al 2%.

Giorgio Martorelli, rappresentante di Amber, si è presentato in assemblea con la delega di Amber Global Opportunities (che ha l‘1,27% del capitale), di Alpha Ucits Sicav (con lo 0,51%) e di PM Manager Fund (con lo 0,24%), auspicando un‘aggregazione dell‘azienda con un partner internazionale.

“Crediamo che Indesit si trovi di fronte a un momento cruciale per la propria esistenza, crediamo sia necessario un aumento dimensionale e quindi l‘aggregazione con un partner internazionale .. Chiediamo che si vada avanti ad analizzare eventuali opportunità” ha detto Martorelli, intervenendo in assemblea e apprezzando i risultati raggiunti dalla società.

TRIM1 IN PERDITA, CAMBIO PENALIZZA FATTURATO

Questa mattina, Indesit ha pubblicato i risultati del primo trimestre, che hanno mostrato una perdita netta di 6,2 milioni di euro dall‘utile di 4,1 milioni di un anno prima. In leggero calo a 39 da 40 milioni l‘Ebitda adjusted a fronte di una flessione del fatturato a 560 da 600 milioni di euro.

“Con l‘euro a 1,39 non si va da nessuna parte, se i cambi rimangono così lasceremo sul piatto 100 milioni di redditività in due anni”, ha spiegato Milani ai giornalisti, a margine dell‘assemblea, ricordando che l‘anno scorso sui conti il rafforzameneto dell‘euro nei confronti delle valute dei mercati di riferimento ha pesato per 45-50 milioni.

Sul futuro l‘AD e presidente si è detto “moderatamente positivo”.

“Abbiamo detto a inizio anno che il 2014 sarebbe stato un pochino meglio del 2013, ancora oggi è quello che ci aspettiamo”, ha concluso.

(Elisa Anzolin)

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