March 12, 2014 / 3:03 PM / 3 years ago

Ubi, non escluse nuove cessioni crediti dubbi ma a prezzi convenienti- AD

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di Andrea Mandala

MILANO, 12 marzo (Reuters) - Ubi Banca dispone di una propria struttura interna sufficientemente organizzata per potere gestire da sola i credti problematici e non esclude ulteriori cessioni di pacchetti di questa categoria di asset ma solo a prezzi convenienti.

Lo ha detto l'AD Victor Massiah nel corso della presentazione alla stampa dei risultati 2013.

"Fino ad oggi abbiamo gestito all'interno e con una certa continuità il nostro cattivo credito. Abbiamo una divisione che si occupa di gestire i non performing loan e che, come altri istituti, abbiamo rafforzato", ha detto l'AD rispondendo a una domanda sulle gestione dei crediti deteriorati e sull'ipotesi di una gestione esterna attraverso una bad bank.

"Abbiamo fatto anche delle cessioni, all'incirca un centinaio di milioni all'anno di pacchetti (di crediti) e che soprattutto nell'ultimo periodo cediamo con una certa regolarità", ha proseguito Massiah.

"Non escludo cessioni anche più elevate ma essendo una banca solida e ben patrimonializzata abbiamo anche un interesse a fare cessioni a prezzi ragionevoli, su cui siamo pronti a discutere, altrimenti abbiamo tutta la capacità di gestire le cose da soli tranquillamente".

Per quanto riguarda il mercato dei crediti deteriorati l'AD ritiene che in un contesto di maggiore fiducia sull'economia italiana e di maggiore visibilità sui conti delle banche è probabile vedere una crescita delle cessioni, come peraltro annunciato da diversi istituti nelle ultime settimane, ma dovrà essere un mercato più equilibrato e con prezzi coerenti.

"E' evidente che deve deve essere un mercato sano. Se qualcuno vuole avere un ritorno del 30% non bussi a casa nostra, se invece punta ad un range del 10-15% coerente con il costo del capitale allora è un discorso che possiamo tranquillamente analizzare".

In una prima fase ha spiegato Massiah - "l'approccio era di tipo 'hawkish', da 'falchetti' che giravano attorno alla preda con un obiettivo di ritorno del 30%, e infatti di queste transazioni se ne sono fatte molto poche perchè nel suo insieme il sistema sta dimostrando una certa solidità".

Per quanto riguarda Ubi, l'AD ha ricordato che il dato sulle rettifiche per deterioramento crediti nel quarto trimestre, pari a 366,3 milioni "non è significativamente diverso" da quello registrato nello stesso trimestre del 2012, pari a 352,5 milioni.

"Poi è evidente che cerchiamo di avere la massima disciplina possibile e di fare bella figura con gli AQR".

Recentemente, inoltre, il banchiere vede una calo del trend relativo ai passaggi dei crediti da 'in bonis' a 'non performing' e, viceversa, un incremento dei flussi da 'non performing' a 'in bonis'

"Entriamo nel 2014 con uno spirito leggermente più ottimista", dice.

Massiah ha inoltre detto che non avendo operazioni straordinarie in vista e in attesa di vedere eventuali evoluzione degli Aqr l'istituto non ha alcuna fretta di pubblicare un nuovo piano industriale, anche se all'interno il management è costantemente impegnato a definire le linee strategiche.

"Ci siamo scelti un passo di maratoneta e adesso non abbiamo né voglia né fiato per fare i cento metri improvvisamente. Guardiamo con assoluta tranquillità e serenità le cose, vediamo l'evoluzione. Ovviamente stiamo aggiornando al nostro interno le linee strategiche e quando saremo pronti per pubblicare un piano lo faremo ma non abbiamo una scadenza definitiva".

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