6 marzo 2014 / 16:24 / 3 anni fa

PUNTO 1-Banca Ifis, utile e margine in rialzo in 2013, dividendo 0,57 euro

(Accorpa pezzi, aggiunge commenti AD su bad bank)

MILANO, 6 marzo (Reuters) - Banca Ifis ha chiuso il 2013 con utile e margine d'intermediazione in crescita e con un miglioramento della qualità del credito e prevede un andamento positivo anche per l'anno in corso.

La società, che ha deciso di distribuire un dividendo pari a 0,57 euro per azione, in futuro punterà sulle attività core, con un'attenzione particolare ai crediti problematici retail, mentre abbandonerà gli acquisti di titoli di stato.

SOFFERENZE NETTE/IMPIEGHI CREDITI COMMERCIALI AL 2,6%

Nel 2013, si legge in un comunicato, Banca Ifis ha registrato un utile netto di 84,8 milioni di euro, in crescita dell'8,5% (+18,5% non considerando gli effetti della legge di stabilità).

Il margine d'intermediazione è salito del 7,9%, a 264,2 milioni. Il risultato della gestione finanziaria è stato pari a 219,6 milioni (+14,9%).

Il rapporto fra sofferenze nette e impieghi nel settore dei crediti commerciali è sceso al 2,6% dal 4,3% di un anno prima.

Il Core Tier 1 si è attestato al 13,7% e la Solvency al 13,5%.

Per quest'anno Banca Ifis ha attese "largamente positive".

STOP AI TITOLI DI STATO, PUNTA A CREDITI DISTRESSED

l'amministratore delegato Giovanni Bossi, durante un incontro con la stampa, ha spiegato che la banca non intende fare nuovi acquisti di titoli di stato italiani, preferendo puntare sul rafforzamento delle attività core.

"Riteniamo non sia più opportuno comprare titoli di stato in questo momento", ha detto Bossi, spiegando che sono venute meno le condizioni che rendevano redditizia questa strategia e che quindi la banca lascerà andare a scadenza i titoli già in portafoglio, con le ultime scadenze nel 2018. Al 31 dicembre Banca Ifis aveva titoli di stato per 5,8 miliardi.

Per il futuro, l'AD ha detto di voler puntare su un ulteriore miglioramento della qualità del credito e sulla sostituzione della redditività generata dai titoli di stato con quella delle attività core.

A questo proposito Bossi ha spiegato di voler puntare, tra le altre cose, sull'acquisto e la gestione di crediti problematici legati al credito al consumo, che dovrebbero passare dal 9% del margine di intermediazione al 24%.

"Siamo interessati a comprare i crediti da altre banche ma solo per quanto riguarda i crediti al consumo", ha detto l'AD escludendo i crediti in sofferenza corporate o garantiti da immobili.

Bossi ha quindi stimato che il segmento del credito al consumo rappresenti circa 30 miliardi sui 156 miliardi di sofferenze del sistema bancario italiano.

L'AD ha infine sottolineato che Banca Ifis al momento non ha bisogno nè di aumenti di capitale nè di andare a raccogliere fondi sul mercato del debito.

BAD BANK CON AIUTI STATO LESIVA DELLA CONCORRENZA

Una bad bank di sistema con aiuti statali sarebbe lesiva della concorrenza, secondo l'AD di Banca Ifis.

"Una bad bank con i soldi pubblici è un mostro giuridico ed etico ed è lesivo della concorrenza", ha detto Bossi rispondendo alla domanda di un giornalista.

L'AD ritiene invece più positiva per il sistema una bad bank in cui confluiscano i crediti problematici di un gruppo di banche, senza aiuti pubblici.

"In questo modo le banche mettono i crediti (problematici) fuori da bilancio", spiega l'AD, pur sottolineando che "resta il problema del valore di conferimento dei crediti".

(Elisa Anzolin)

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