6 marzo 2014 / 17:49 / 4 anni fa

PUNTO 1-Bper, decisione su aumento capitale in prossime settimane

* CET 1 Basilea 3 ‘fully phased” atteso a 8,6%

* Mercato ha alzato asticella su livello capitale

* Titolo chiude in calo del 2% su attese aumento (Aggrega pezzi, aggiunge dettagli, andamento titolo)

di Andrea Mandalà

MILANO, 6 marzo (Reuters) - Pop Emilia valuterà nelle prossime settimane la necessità di lanciare un eventuale aumento di capitale alla luce delle nuove aspettative del mercato su livelli di patrimonializzazione dopo i piani di rafforzamento annunciati da molte banche oggetto dell‘Aqr europeo.

L‘istituto modenese, pur ritenendo che l‘attuale livello di patrimonializzazione sia adeguato al proprio livello di rischio, ammette che l‘asticella si è alzata e se non arriverà per tempo la validazione dei modelli interni per la valutazione del rischio, allora l‘unica alternativa percorribile sarà quella di aumentare il capitale.

La possibilità che la banca valutasse un aumento di capitale era attesa nonostante le continue rassicurazioni sull‘adeguatezza patrimoniale ma le dichiarazioni di oggi del management hanno contribuito al calo del titolo a Piaza Affari.

“Mentre fino a qualche settimana fa la banca continuava a dire che l‘aumento non era necessario, oggi hanno sostanzialmente confermato che è una possibilità più che concreta”, dice un analista.

Bper ha chiuso in calo del 2,05% a 1,716 euro in un contesto debole per le altre popolari.

TEMPI LUNGHI PER MODELLI INTERNI, ALTERNATIVA E’ AUMENTO

Come previsto nel corso della conference call sui risultati 2013 pubblicati ieri l‘attenzione degli analisti si è principalmente rivolta sul tema capitale.

“In questi ultimi anni abbiamo lavorato intensamente per migliorare i nostri fondamentali e in particolare l‘adeguatezza patrimoniale”, ha detto l‘AD Luigi Odorici.

“I risultati di questo lavoro sono evidenti, visto che nonostante la difficile situazione in cui opera il nostro sistema bancario i nostri indici patrimonali sono tendenzialmente in costante crescita”, ha aggiunto.

A fine dicembre l‘indice Core Tier 1, calcolato con la metodologia standard di Basilea 2, era pari all‘8,57%, in crescita rispetto all‘8,43% di fine settembre, principalmente grazie al decremento degli attivi a rischio (Rwa).

A livello pro-forma, considerando un beneficio aggiuntivo atteso di 30 punti base per i modelli di interni di valutazione del rischio, che la banca aveva previsto per marzo, il capitale core, calcolato come Common Equity Tier 1 con l‘applicazione parziale dei nuovi criteri di Basilea 3, è pari al 9% che scende all‘8,6% ‘fully phased”.

L‘AD ha spiegato che il tema è legato appunto alla validazione dei modelli interni ma le attività di asset quality review in corso potrebbero fare slittare i tempi previsti.

“Abbiamo fatto tutto quello che ci è stato chiesto in termini di modelli, processi, politiche di provisioning, ma abiamo capito che la Vigilanza ha una concentrazione di impegni collegati agli Aqr che ci posizionano lunghi rispetto alle nostre attese”, ha detto Odorici.

“Nel frattempo il mercato sembra avere alzato l‘asticella delle attese di patrimonializzazione e pertanto nelle prossime settimane valuteremo se riconsiderare la posizione attuale sul capitale”, ha aggiunto.

Per l‘AD “è chiaro che l‘allungamento di questo periodo ci impone delle riflessioni per potere prendere poi delle decisioni”, ha ribadito.

In questo caso, ha poi riposto agli analisti che insistevano sull‘argomento, “le alternative sono due: o si va avanti con la validazione dei modelli o si prende in considerazione il tema aumento di capitale”.

PRUDENZA SU DOSSIER BANCA ETRURIA

Relativamente ai progetti di M&A, altro tema ‘caldo’ che catalizza le attenzioni sulla popolare emiliana, il management ha oggi confermato cauto interesse su Banca Etruria ribadendo che sul dossier sarà prestata massima attenzione all‘impatto patrimoniale di un‘eventuale operazione di integrazione.

“Mostriamo grande prudenza e cautela. Vedremo nelle prossime settimane, quando potremo tirare le somme, quale potrà essere la nostra considerazione su questa realtà”, ha detto il Cfo dell‘istituto, Alessandro Vandelli.

Nei giorni scorsi, fonti vicine al dossier avevano detto che la chiusura della data room è prevista per la fine della prossima settimana. Oltre a Bper, anche Pop Vicenza ha manifestato l‘interesse sulla banca aretina che, in linea alle indicazioni della Banca d‘Italia alla fine dell‘anno scorso, ha avviato l‘iter per il processo di integrazione con un gruppo bancario di ‘elevato standing’.

ATTENZIONE AD INIZIATIVE DI BED BANK

La banca guarda con attenzione alle iniziative che si possono sviluppare su tema delle sofferenze e creazione di una bad bank, incluso il progetto elaborato da Medibanca ma vista la complessità del tema su quest‘ultimo fronte non vede tempi brevi.

“Mediobanca è una realtà che ha sicuramente la possibilità e la capacità per favorire lo sviluppo di qualche iniziativa importante”, ha proseguito.

“Non si può però non considerare la complessità quando ci si mette con più banche a condividere un progetto sulle sofferenze. E’ inevitabile che questo crei delle difficoltà”, ha detto Vandelli.

(Andrea Mandalà)

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