28 febbraio 2014 / 16:29 / 3 anni fa

SINTESI-Banco Popolare vede utile netto a 609 mln in 2016, ritorno alla cedola

* Core Tier 1 post aumento al 12,7%, CET1 Basilea 3 al 10,8%

* Rettifiche al 2106 viste a 700 mln euro

* Mercato apprezza piano, titolo in deciso rialzo

di Andrea Mandalà

MILANO, 28 febbraio (Reuters) - Banco Popolare prevede di raggiungere un utile netto di 609 milioni nel 2016 con un ritorno al dividendo dopo avere chiuso il terzo anno consecutivo in rosso per effetto delle elevate rettifiche su crediti, svalutazioni su attività finanziarie e altri oneri di natura fiscale e legale.

L'istituto guidato da Pier Francesco Saviotti ha confermato per il 2013 la perdita di 606 milioni già anticipata con l'annuncio dell'aumento di capitale il 24 gennaio scorso dopo rettifiche per 1,691 miliardi, di cui 1 miliardo circa nel solo quarto trimestre.

Un leggero beneficio sul risultato è arrivato dalla rivalutazione delle quota detenuta in Banca d'Italia (1,2%) che ha comportato una impatto netto di 48,2 milioni di euro, oltre alla ripresa di valore di Agos Ducato.

Piazza Affari accoglie con entusiasmo il piano giudicato dagli analisti aggressivo con target molto ambiziosi. Intorno alle 17,15 il titolo è in rialzo del 4% a 1,58 euro con volumi quasi doppi rispetto alla media degli ultimi cinque giorni.

In particolare gli analisti sottolineano il rafforzamento del capitale che vede un Common Equity Tier 1 ratio calcolato con le regole di Basilea 3 a pieno regime (fully-phased) al 10,8%.

"Con un CET1 fully loaded sopra il 10%, Banco Popolare allinea il proprio capitale a quello dei concorrenti, costituendo un buffer in grado di compensare un potenziale esito negativo dell'asset quality review della Bce e degli stress test Eba", commenta un analista.

Calcolato con la normativa in vigore a fine dicembre il Core Tier 1 è al 9,7% mentre pro-forma post-aumento sale al 12,7%.

CON AUMENTO BANCA ENTRA A PIENO TITOLO SOTTO VIGILANZA BCE

A sostenere la nuova stagione di crescita è l'aumento di capitale da 1,5 miliardi che la banca intende chiudere entro fine aprile, anticipando altre banche concorrenti a raggiungere elevati standard patrimoniali in vista dell'asset quality review della Bce.

Tra gli obiettivi dell'aumento è anche quello di posizionare la banca come polo aggregante nel caso in cui si aprano scenari di consolidamento del settore, ha sottolineato il management.

"Vogliamo essere accolti in Bce come una banca forte che può giocare un ruolo di pieno titolo anche sotto la guida della Banca centrale europea", ha commentato Saviotti nel corso della conference call con gli analisti.

RETTIFICHE IN CALO A 700 MLN IN 2016

Dopo le forti rettifiche straordinarie del quarto trimestre del 2013 il Banco Popolare punta ad una normalizzazione del costo del credito che nel 2016 dovrebbe raggiungere i 70 punti base dopo rettifiche di 700 milioni di euro.

Il 2014 sarà tuttavia ancora un anno difficile su questo fronte con un costo atteso a 120 punti base, ha spiegato Saviotti.

"Siamo abituati a considerare le nostre rettifiche in maniera seria ma non basta più. Bisogna avere rettifiche particolarmente prudenti e noi abbiamo impostato accantonamenti molto severi", ha detto Saviotti.

I target operativi del piano al 2016 vedono ricavi a 3,84 miliardi (Cagr 2013-16 +2,3%) e costi per 2,21 mld (Cagr -0,7%) con un risultato della gestione operativa di 1,63 miliardi (Cagr +7%).

Il dividend pay out stimato al 2016 è del 40%.

Sul fronte della liquidità, il gruppo a fine 2013 ha una posizione di liquidità di 18,2 miliardi di "che consentirebbe di rimborsare i finanziamenti LTRO in qualunque momento".

L'esposizione in Bce risulta invariata rispetto al 31 dicembre 2012 e pari a 13,5 miliardi. Il piano prevede il rimborso degli Ltro pur mantenendo un solido buffer di liquidità.

CESSIONE MAGGIORANZA RELEASE E PORTAFOGLI SOFFERENZE

Oltre alle attività incluse nel piano, il management della banca ha ulteriori leve a propria disposizione. In particolare sono stati avviati gli iter per la cessione delle maggioranza di Release, la bad bank nata dalla ristrutturazione di Banca Italease controllata per l'80%, e di due portafogli di sofferenze per complessivi 1,5 miliardi.

Per Release, che ha impieghi lordi per 3,2 miliardi di euro, sono stati indentificati cinque possibili controparti che hanno manifestato l'interesse per l'operazione.

Per quanto riguarda invece i portafogli di sofferenze, che riguardano crediti garantiti da garanzie reali principalmente localizzate nel Nord Italia, la banca ha individuato tre controparti con cui sono stati sottoscritti i confidential agreement.

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