Pubblicità, 2014 piatto o in lieve crescita, 2013 -12,3% - Nielsen

martedì 18 febbraio 2014 14:15
 

MILANO, 18 febbraio (Reuters) - Il 2014 potrebbe essere finalmente l'anno in cui gli investimenti pubblicitari in Italia smetteranno di scendere dopo tre anni consecutivi di contrazione. Troppo presto per avere indicazioni più precise, ma la proiezione oscilla tra la parità e una leggera crescita.

La stima è di Nielsen e conferma le sensazioni di vari operatori del settore raccolte nei giorni scorsi in cui si parlava di segnali positivi - ma ancora molto timidi - tra fine 2013 e inizio 2014.

"Sarà un anno di transizione - dice Alberto Dal Sasso, Advertising Information Services Business Director della società di ricerche, nel corso di un incontro con la stampa - condizionato dalla compensazione costante di elementi frenanti con altri più stimolanti: da un lato l'incertezza politica, l'immobilismo del Pil e l'abbassamento dei prezzi, che è difficile far risalire; dall'altro il rialzo della borsa milanese che spesso anticipa altri mercati, gli eventi speciali come Olimpiadi invernali e Mondiali di calcio e, non ultimo, l'avvicinarsi dell'Expo".

Con il 2013 - che si è chiuso con un calo del 12,3% a 6,4 miliardi di euro, quasi 900 milioni in meno rispetto al 2012 - potrebbe dunque essersi chiusa la parte peggiore della crisi, che a partire dal 2008, con la sola eccezione del 2010, ha portato il mercato sui livelli di fine anni Novanta, addirittura inizio anni Novanta se si scorpora l'effetto inflazione.

INVESTIMENTI DICEMBRE -4%, GENNAIO "POSITIVO"

Il progressivo rallentamento della caduta è stato confermato in modo eclatante dal mese di dicembre (-4%, il miglior mese del 2012), quando sei sui primi dieci settori merceologici hanno registrato un segno positivo. "Pensiamo possa esserci un traino anche sul 2014", ha commentato Dal sasso che per gennaio vede un mese "positivo", mentre su febbraio le indicazioni sono ancora molto altalenanti.

Nel 2013 i primi tre comparti del mercato - alimentari, automotive e tlc - sono scesi rispettivamente del 14,7%, del 19,3% e del 10,3%.

Lo spaccato tra i vari mezzi conferma intanto la forza della Tv che continua ad attirare il 50% degli investimenti, a fronte di stampa al 20% e Internet (compresi i social network e i motori di ricerca) al 17%. Secondo Dal Sasso, "il 2014 potrebbe essere l'anno del sorpasso Internet-stampa".   Continua...