PUNTO 1-Marr, come sfidare crisi consumi Italia senza vendere all'estero

giovedì 20 febbraio 2014 16:42
 

di Maria Pia Quaglia

MILANO, 20 febbraio (Reuters) - Come può il binomio Italia e cibo, declinato esclusivamente nello stagnante mercato italiano, generare un business in crescita che attira l'interesse anche di istituzionali esteri? Succede in Emilia Romagna con Marr : il maggiore operatore nei servizi alla ristorazione fuori casa vende solo in Italia ma compra due terzi delle proprie materie prime all'estero e genera circa metà dei propri ricavi dalla presenza in Italia dei turisti, soprattutto stranieri.

Il titolo ha rinnovato oggi i massimi storici e la società ha messo a segno una crescita organica del 2-3% l'anno scorso in un mercato in flessione del 2,7% (dati ufficio studi di Confcommercio relativi a "alberghi pasti e consumazioni fuori casa"). Quest'anno Marr punta a crescere di altrettanto in un mercato atteso intorno allo zero per aumentare di mezzo punto una quota attualmente al 13% che era dell'8-9% al debutto in borsa nel giugno 2005.

Turismo straniero attirato dalle bellezze naturali e dal patrimonio culturale della Penisola, ma anche dal cibo italiano: gli ingredienti della storia di Marr sembrano tutti quelli tipici del "Made in Italy"; ma solo un terzo delle materie prime viene acquistato in Italia. Facendo leva sulle sue dimensioni in un mercato altamente polverizzato (i tre maggiori concorrenti italiani hanno una quota di mercato cumulata del 5%), Marr si approvvigiona all'estero, per un terzo in Europa, per un terzo nel mondo: acquista quindi a condizioni interessanti, offrendo ai propri clienti, gli albergatori in primo luogo, una gamma di 10.000 prodotti che nessun altro riesce a offrire.

"Garantiamo un prodotto non di provenienza italiana ma di qualità e caratteristiche allineate a quello che il mercato italiano vuole", dice una fonte della società riminese.

RUOLO DI "BANCA" CON ALTA VISIBILITA' DEL MERITO DI CREDITO

La storia di Marr è anche la storia di un Paese di ristoratori e albergatori a cui le banche hanno da tempo chiuso i rubinetti del credito e che in Marr trovano un finanziatore inedito soprattutto in Romagna ma anche in Sardegna.

Molti clienti hanno infatti chiesto di congelare e rateizzare i debiti pregressi per poter pagare a 30 e 60 giorni, come previsto dall'articolo 62 che disciplina i termini di pagamento nel settore alimentare.   Continua...