Ubi Banca, rischio Pescanova per 89,2 mln, in sem1 79 mln diventano incagli

lunedì 2 settembre 2013 12:05
 

MILANO, 2 settembre (Reuters) - L'esposizione complessiva di UBI Banca nei confronti del gruppo spagnolo Pescanova è di 125,3 milioni di euro, di cui soltanto 89,2 milioni di primo livello, quindi rischiosa.

Lo si evince dalla relazione semestrale in cui si sottolinea che nel corso del primo semestre posizioni per circa 79 milioni sono state classificate come incagli, mentre il resto è in bonis.

Il rischio di credito delle esposizioni di secondo livello, pari a circa 36 milioni, non è nei confronti di Pescanova ma dei debitori ceduti che sono nominativi terzi della grande distribuzione, si precisa nella semestrale.

Al netto delle rettifiche già effettuate l'esposizione rischiosa è di 67,2 milioni.

Il 25 aprile scorso è stata accolta la richiesta di Pescanova di ammissione alla procedura di 'concurso voluntario', assimilabile al concordato preventivo in continuità, che ha comportato la sospensione del Cda e la nomina dei soggetti incaricati dell'amministrazione concorsuale, fra i quali Deloitte.

Il gruppo Pescanova è stato da sempre uno dei principali clienti della filiale di Madrid di Ubi Banca International e fino all'1 marzo scorso, quando si è manifestato lo stato di difficoltà, il rapporto bancario si era svolto in maniera regolare.

In seguito all'accertamento di irregolarità nelle cessioni effettuate da Pescanova, e in parte dalla controllata Pescafresca (fatture incassate direttamente e non utilizzate per l'estinzione degli anticipi ottenuti, ovvero presentazione di fatture irregolari), è divenuto evidente che i debitori ceduti non avrebbero più risposto del loro debito e che quello fino ad allora considerato come un rischio di secondo livello si fosse in realtà trasformato in un vero e proprio rischio finanziario verso il cedente.

Per questo motivo il 31 maggio 2013 è stato firmato un accordo tra Ubi Banca International Lux e il gruppo Pescanova che da un lato garantisce la continuità operativa del gruppo ittico attraverso il mantenimento da parte di Ubi Lux di un plafond operativo di 42,76 milioni per operazioni di factoring da parte di Pescanova e delle società commerciali controllate e dall'altro consente di tutelare le ragioni di credito del gruppo Ubi Banca garantendo un graduale rientro dall'esposizione ex di secondo livello (42,1 milioni lordi) nell'arco di 7 anni.

Dei 42,1 milioni totali, i 6,85 milioni che fanno riferimento a Pescafresca sono stati considerati in bonis in quanto la società si è impegnata a definire in tempi brevi le modalità di rientro accelerato dall'esposizione.   Continua...