28 agosto 2013 / 11:49 / tra 4 anni

PUNTO 1-Pop Milano,riparte confronto su governance,non si torna indietro

* Su riforma governance si troverà la quadra con interessi interni

* Banca d‘Italia “chiarissima” su separazione management e stakeholder

* Piano industriale entro fine ottobre

* Aumento capitale potrebbe slittare a inizio 2014 (Riscrive con altri dettagli, unisce pezzi precedenti)

di Andrea Mandalà

MILANO, 28 agosto (Reuters) - La partita per la riforma della governance di Pop Milano è riaperta e ha scadenze brevi.

Nei prossimi due mesi l‘istituto conta di sciogliere questo nodo cruciale e tormentato, fiducioso del contributo positivo di tutti i soggetti in gioco e forte dell‘appoggio della Banca d‘Italia. Anche perché il tema è legato a doppio filo al nuovo piano industriale e al lancio dell‘aumento di capitale da 500 miloni di euro che, inizialmente previsto a settembre, potrebbe slittare anche a inizio dell‘anno prossimo.

Il mercato, pur apprezzando i positivi conti semestrali, rimane tuttavia scettico su una profonda trasformazione della governance di Piazza Meda il cui titolo in borsa si indebolisce dopo una buona partenza.

Alle 13,00 circa Pop Milano cede lo 0,77% a 0,375 euro a fronte di un mercato piatto e che vede buoni progressi proprio nel settore delle banche popolari.

Sulla governance “indietro non si torna”, ha ribadito più volte oggi il presidente del consiglio di gestione Andrea Bonomi nel corso della conference call. Lo garantisce anche la Vigilanza dopo un‘ispezione durata oltre 200 giorni e terminata a metà maggio scorso, ha sottolineato.

“L‘evoluzione della governance è ripartita ieri dopo il consiglio di gestione e durerà per i prossimi due mesi”, ha detto Bonomi.

FIDUCIA SU ACCORDO PER GOVERNANCE

Ricordando l‘invito della Banca d‘Italia a riprendere il confronto sulla riforma della governance, Bonomi si dice “abbastanza tranquillo che tutti gli stakeholder stanno approcciando questa evoluzione della governance guardando il bene della banca e non gli interessi specifici”.

“Credo che troveremo la quadra con gli interessi interni della banca”, sostiene il numero uno di Investindustrial, principale azionista della banca.

Il progetto di trasformazione della cooperativa in una Spa ‘ibrida’, proposto dal Cdg a fine marzo scorso, è stato congelato nei mesi successivi in seguito alle frizioni con i sindacati interni e i dipendenti azionisti della banca e dopo la netta bocciatura della proposta di introdurre il voto a distanza senza mai riuscire ad approdare al voto assembleare.

Bonomi oggi non è stato esplicito sulla eventuale trasformazione della cooperativa in Spa, limitandosi a ricordare le indicazioni della Banca d‘Italia che ha più volte sollecitato le popolari di grandi dimensioni quotate a dotarsi di una governance più vicina al mercato.

Sul tema specifico di Bpm, la Vigilianza è stata però “chiarissima” nell‘indicare una necessaria separazione tra il mangament e gli stakeholder.

“La separazione è la garanzia minima che ci deve essere. Non credo che sia possibile tornare indietro, grazie anche alla Vigilanza”, ha detto Bonomi in una conference call focalizzata soprattutto sulla questione governance e aumento di capitale.

“Nel consiglio di gestione devono esserci solo i manager esecutivi, nel consiglio di sorveglianza gli stakeholder. Questo non sarà possibile nel brevissimo termine, ma nel medio termine questo è il target del nostro consiglio di gestione, condiviso anche dalla Banca d‘Italia e dalla Bce”.

“Questo è il trend ed è intoccabile. C‘è gente che sogna e spera che si torni indietro ma non vedo questa possibilità”, ha ribadito.

Per Bonomi è dunque solo una questione di velocità e delle forme specifiche che avrà la nuova governance.

“Dove finiremo con queste discussioni in questi due mesi non lo so dire. Siamo all‘inizio di una discussione su che velocità e quanto questa banca vuole svilupparsi”.

AUMENTO CAPITALE TRA FINE 2013 INIZIO 2014

Questa la tabella di marcia della banca nei prossimi mesi: entro il 23 settembre saranno inviate alla Banca d‘Italia le risposte al rapporto ispettivo; entro fine ottobre sarà messo a punto l‘aggiornamento del piano industriale 2012-2015 per tenere conto del nuovo scenario di mercato e che includerà, oltre alle osservazioni della Banca d‘Italia, anche l‘evoluzione della corporate governance, che dovrà poi passare il vaglio dell‘assemblea dei soci.

Ultimo passo è l‘aumento di capitale da 500 milioni già approvato dall‘assemblea per il rimborso dei Tremonti bond di pari ammontare avvenuto a fine giugno.

“La tempistica dell‘aumento di capitale dipende non solo dai mercati ma dal piano industriale inclusa la governance”, previsto entro la fine di ottobre, ha spiegato Bonomi.

“Il Cdg non ha ancora deciso la tempistica ma possibilmente sarà tra la fine di quest‘anno e l‘inizio dell‘anno prossimo”, ha aggiunto.

PER ANALISTI CONTI POSITIVI MA SCETTICI SU GOVERNANCE

Il bilancio semestrale licenziato ieri dalla banca mostra un ritono all‘utile per 105,6 milioni di euro grazie ad un positivo andamento dei ricavi.

“I conti sono buoni sotto molti aspetti. I ricavi sono ottimi, le rettifiche in linea con le attese. In generale la gestione operativa della banca va bene”, commenta un analista.

“Il focus però non è sui conti ma sulla governance e su questo fronte non mi aspetto una profonda trasformazione. Ci sarà qualche intervento per diminuire il peso dei dipendenti-soci nel consiglio di sorveglianza, ma niente di più”, conclude.

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