21 agosto 2013 / 09:49 / tra 4 anni

Italcementi, ancora pressione su crisi Egitto, Credit Suisse taglia rating

MILANO, 21 agosto (Reuters) - A Piazza Affari Italcementi prosegue la fase di forte correzione innescata dalla crisi politica e dai violenti scontri in Egitto dove il gruppo possiede alcuni degli impianti più importanti del paese nordafricano.

A causa della scarsa prevedibilità dell‘evoluzione della crisi egiziana e considerata l‘elevata esposizione sul mercato egiziano (18-20% circa sull‘Ebitda del gruppo), gli analisti stanno rivedendo le stime scontando un peggioramento dello scenario che potrebbe impattare sui risultati operativi del secondo semestre, come peraltro già rilevato in occasione dei risultati dei primi sei mesi.

Alle 11,30 circa Italcementi perde il 3,84% a 5,26 euro a fronte di un calo dello 0,7% dell‘indice FTSE Mib e dello 0,3% del paniere europeo del settore delle costruzioni .

I volumi sono vivaci, già quasi pari alla media di un‘intera seduta.

Nelle ultime cinque sedute Italcementi ha perso il 6% circa dopo un rialzo di circa il 10% registrato dagli inizi di luglio.

Credit Suisse ha tagliato il giudizio sul gruppo bergamasco a “neutral” da “outperform” riducendo il target price a 5,90 da 6,80 euro. Il prezzo obiettivo rappresenta comunque un potenziale upside dell‘8% circa rispetto alle quotazioni di ieri.

“Dopo lo scoppio delle violenze in Egitto della scorsa settimana, pensiamo sia difficile escludere interruzioni della produzione a causa di una maggiore insicurezza”, sostiene in una nota la casa d‘affari svizzera.

All‘inizio di questa settimana Italcementi ha comunicato che al momento l‘attività di tutti gli impianti in Egitto presenta una riduzione della domanda tipica del periodo estivo, senza significative interruzioni. Sono state adottate, inoltre, delle misure di attenzione per la sicurezza e salvaguardia personale di tutti i dipendenti.

Credit Suisse ipotizza, nello scenario peggiore, un calo del 50% dei volumi in Egitto nel secondo semestre a causa dei problemi di sicurezza negli impianti e di una ridotta disponibilità di energia, da confrontarsi con la flessione del 15% registrata nei primi sei mesi. Considera inoltre l‘assenza di una ripresa nel 2014 (crescita volumi nulla).

Con queste ipotesi, l‘Ebitda in Egitto potrebbe scendere del 60% e del 40% circa rispettivamente nel terzo e quarto trimestre.

Credit Suisse ha pertanto rivisto al ribasso del 5% le stime su risultati operativi dell‘intero gruppo per il 2014, anche se rimane positiva sulla potenziale crescita dei volumi in Europa Continentale.

Il broker ricorda anche la decisione di Moody’s di tagliare il rating del gruppo da Ba2 a Ba3 con otlook stabile, sottolineando tra i fattori di rischio l‘esposizione in Egitto.

La mossa è stata duramente contestata da Italcementi che, in merito alla situazione in Egitto, ha ribadito che è troppo presto per prevedere gli effetti degli ultimi eventi sulle attività nel paese, e che al momento gli impianti non hanno subito interruzioni significative.

“Segnaliamo tuttavia che finora i disordini si sono concentrati al Cairo, e gli impianti di Italcementi non sono lontani dalla zona a rischio”, osserva Credit Suisse.

Attraverso la controllata Suez Cement, uno dei principali operatori egiziani nel settore del cemento, Italcementi possiede cinque cementerie in Egitto (oltre a 20 impianti di calcestruzzo) situate a Suez, Kattameya, Tourah, Helwan, El Minya.

Nel 2012 l‘attivià in Egitto, con 4.500 dipendenti circa, hanno realizzato ricavi complessivi per 564 milioni di euro e un Mol corrente di 127 milioni di circa.

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