6 agosto 2013 / 13:09 / 4 anni fa

PUNTO 2-UniCredit raddoppia utile trim2, vede inversione trend Italia

(Aggiunge dettagli da conferenza stampa, chiusura titolo)

MILANO, 6 agosto (Reuters) - UniCredit batte le attese con gli utili del secondo trimestre, più che raddoppiati rispetto a un anno fa, e guarda con moderato ottimismo alla fine dell'anno intravedendo "i primi segnali positivi di un'inversione di tendenza" in Italia.

"Si chiude bene un trimestre comunque difficile - ha commentato il Ceo Federico Ghizzoni - e che per certi aspetti è stato ancor più complesso del primo da un punto di vista macroeconomico in quanto anche altre aree in Europa hanno avuto maggiori difficoltà".

"Guardando a fine anno c'è moderato ottimismo pur avendo ben presente che la situazione è difficile. Siamo ancora in recessione ma qualche segnale di ripresa si può intravedere", ha aggiunto.

Il titolo ha accolto i conti del trimestre con un rialzo del 2,16% che in seduta aveva sfiorato il 5% con volumi interessanti e a fronte di uno stoxx di settore in calo dello 0,69%.

"Sale perché ha evidenziato segnali incoraggianti sull'inversione di tendenza in Italia", commenta un trader. "I conti sono ok", gli fa eco un analista di un broker estero.

Più cauto Fabrizio Bernardi di Fidentiis Equities che sottolineando "i risultati migliori delle attese" fa notare come questo sia dovuto a più alti proventi da trading senza i quali la banca sarebbe stata appena profittevole.

Sulla scorta di una solida posizione di liquidità e confortata da uno scenario in miglioramento, UniCredit a luglio ha proceduto al rimborso di 2 miliardi dei fondi ottenuti con le operazioni Ltro della Bce (26,1 miliardi con scadenza 2015) e valuterà l'opportunità di ulteriori rimborsi anticipati anche tenendo conto delle condizioni di mercato.

UTILE PIU' CHE RADDOPPIATO, CRESCONO RICAVI, GIU' COSTI

Il secondo trimestre si è chiuso con un utile netto di 361 milioni, in crescita del 113,8% rispetto a un anno prima, e contro attese, raccolte dalla banche con 21 broker, che convergevano su 349 milioni.

Nel periodo sono stati effettuati accantonamenti su crediti per 1,7 miliardi, in crescita del 35,4% rispetto al trimestre precedente ma in calo dell'8,8% su base annua. I flussi netti di crediti deteriorati sono diminuiti per il terzo trimestre consecutivo a 1,5 miliardi (-23,7%). A livello di gruppo la copertura dei crediti deteriorati si attestava a fine giugno al 44,1% (42,1% per l'Italia). Per ciò che riguarda le sofferenze, in Italia la copertura era del 54,6%.

A livello operativo il margine operativo lordo è cresciuto del 18,3% a 2,7 miliardi frutto di una crescita dei ricavi del 5,5% a 6,4 miliardi e di un calo dei costi a 3,7 miliardi (-2,3%) grazie soprattutto alla cessione della kazaka ATF e ai prepensionamenti già concordati in Italia.

La crescita dei ricavi è stata propiziata da un incremento del 46,7% dei ricavi da trading a fronte di un margine di interesse piatto e commissioni in calo su base trimestrale. "Per almeno il 70% il trading è legato alla clientela quindi non è volatile ed è sostenibile", ha puntualizzato Ghizzoni. E sui costi ha ribadito l'obiettivo di aumentare di 1 miliardo i risparmi previsti dal piano strategico al 2015.

Il Core Tier 1 a fine giugno si attestava all'11,41%, mentre il Common equity ratio calcolato secondo Basilea 3 è al 9,72%. Il calcolo dei coefficienti patrimoniali tiene conto di un dividendo di 9 cent in linea con il 2012.

PER ITALIA SALE MARGINE OPERATIVO, PUNTA CRESCITA ORGANICA

L'Italia chiude con un risultato netto negativo di 120 milioni nel secondo trimestre ma con un margine di interesse stabile e un margine operativo lordo in crescita del 4,1% grazie alla riduzione dei costi e alla dinamica delle commissioni nette.

UniCredit vede spazio per crescere in maniera organica nel paese e non ha ricevuto alcuna richiesta di intervento di banche di medie dimensioni in difficoltà. "Se ci sono situazioni particolari lasciamo che sia Bankitalia a gestirle e credo siamo in buone mani", ha detto Ghizzoni sottolineando come sia Via Nazionale sia Fmi abbiano rimarcato come il sistema bancario italiano sia nel complesso solido.

Ghizzoni ha poi ricordato la disponibilità a crescere in paesi di alto interesse come Turchia, Russia, Polonia e Repubblica Ceca. "Nessuna opportunità si è materializzata - ha detto - ma fa parte della strategia di UniCredit investire in business o aree dove già abbiamo posizioni importanti".

Al contempo si valuta continuamente se uscire eventualmente da business o aree non più di interesse. "E' un'attività di verifica continua", ha aggiunto.

(Gianluca Semeraro)

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