2 agosto 2013 / 13:17 / 4 anni fa

PUNTO 2 - Intesa sacrifica utile per accantonamenti in vista stress test

* Utile trim2 a 116 mln euro, Core Tier all'11,7%

* Banca vuol esser pronta per possibile consolidamento europeo

* Opportunità investimento per chi scommette su ripresa Vecchio Continente

* Mercato sorpreso da accantonamenti penalizza titolo (Aggiunge altri dettagli, dichiarazioni Ceo Cucchiani, commento analista, chiusura titolo)

di Andrea Mandalà

MILANO, 2 agosto (Reuters) - Intesa Sanpaolo ha chiuso il secondo trimestre 2013 con un utile netto sotto le attese, penalizzato da forti accantonamenti e rettifiche prudenziali che non compensano i buoni risultati operativi realizzati dalla banca.

L'utile netto del periodo scende a 116 milioni di euro dai 470 milioni del primo trimestre dell'anno scorso, portando il risultato complessivo del semestre a 422 milioni da 1,27 miliardi.

"Abbiamo colto e superato tutti gli obiettivi strategici prioritari, collocandoci, rispetto ai nostri competitor europei, in posizione di assoluta eccellenza", dice il Ceo Enrico Cucchiani, commentando i risultati.

In attesa che i primi segnali di miglioramento del quadro economico si trasferiscano anche sul credito, Intesa affila le armi per anticipare l'impatto della prevista 'asset quality review' e lo 'stress test' che potrebbero aggiungere pressione ai bilanci delle banche europee e imporre aumenti di capitale.

Ma vuole anche farsi trovare pronta per una possibile fase di consolidamento a livello continentale: in attesa, si presenta ai potenziali investitori come una interessante opportunità per chi vuole scommettere sulla crescita europea.

"'Se' e 'quando' ci sarà una nuova fase di consolidamento del settore a livello pan-europeo, Intesa Sanpaolo vi si presenterà come un player/potenziale partner attraente, solido ed efficiente, e potrà far leva su una forte posizione negoziale", dice Cucchiani.

"Nel frattempo, rappresentiamo un'interessante opportunità di investimento, una porta di accesso particolarmente attraente per investitori internazionali che credono nel potenziale di ripresa economica dell'Europa, il primo mercato al mondo per dimensione del Pil e ricchezza".

Cucchiani ha comunque escluso di essere interessato ad operazioni di M&A nel settore bancario italiano

A Piazza Affari Intesa risente del deludente dato sulle rettifiche anche se secondo gli analisti i conti sono positivi sul fronte operativo. Il titolo chiude la seduta in calo dell'1,99% a 1,43 euro.

"Mi sembrano dignitosi, considerando la situazione macro", spiega Fabrizio Bernardi, analista di Fidentiis, sottolineando che la parte operativa è migliore delle attese.

"Sono andati bene sulle commissioni nette e controllo dei costi. Il margine di interesse si è stabilizzato dopo 5 trimestri."

"Ma le rettifiche su crediti sono 1,4 miliardi rispetto agli 1,2 miliardi attesi, questo ha pesato", conclude l'analista.

RETTIFICHE PER 1,4 MLD, 'COSTO OPPORTUNITA' A 380 MLN

In un'ottica estremamente prudenziale gli accantonamenti e le rettifiche di valore nette nel trimestre sono saliti a 1,58 miliardi circa da 1,15 miliardi del corrispondente periodo dell'anno scorso.

In particolare le rettifiche nette su crediti mostrano una crescita a 1,4 miliardi da 1,1 miliardi.

Tre le attività finanziare Intesa ha effettuato un impairment sulla partecipazione in Generali per 58 milioni di euro.

Il 'costo opportunità' della rigorosa politica di gestione della liquidità e degli accantonamenti nel trimestre è stato nel trimestre di circa 390 miloni pre-tasse.

Di questi, 90 milioni derivano dalla riserva di liquidità straordinaria a rendimento zero di 20 miliardi costituita a inizio anno e circa 300 mln derivano dall'aumento del grado di copertura dei crediti deteriorati.

Il Core Tier 1 a fine giugno si attesta a 11,7% e considera pro-quota lo stesso livello di dividendi pagati per il 2012. Il coefficiente Eba calcolato pro-forma è al 10,8%. Si tratta del sesto trimestre consecutivo di progressi del coefficiente patrimoniale.

Solida anche la posizione di liquidità, anche dopo il rimborso di 12 miliardi di Ltro effettuata nel trimestre: gli attivi liquidi sono pari a 127 milardi da 120 miliardi di fine marzo.

I proventi operativi netti sono scesi dello 0,8% rispetto al primo trimestre a 4,1 miliardi circa, di cui 2 miliardi relativi a interessi(+0,9% su trimestre)

In significativo miglioramento le commissioni nette, pari a 1,6 miliardi circa (+7,4%), mentre prosegue il controllo dei costi operativi, in calo del 4% a 2 miliardi.

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