2 agosto 2013 / 10:40 / 4 anni fa

PUNTO 2-Tenaris, utile trim2 in calo a 430 mln, titolo debole

(Aggiunge dichiarazioni da conference call, aggiorna titolo)

MILANO, 2 agosto (Reuters) - Tenaris ha chiuso il secondo trimestre con un utile netto in calo del 6%, a 430 milioni di dollari, e con ricavi in lieve crescita (+1%), a 2,829 miliardi.

L‘Ebitda, si legge in un comunicato della società che controlla Dalmine, è sceso del 4%, a 730 milioni di dollari.

Il margine Ebitda è scivolato al 25,8% dal 27,1% del secondo trimestre dell‘anno scorso e dal 26,1% dei primi tre mesi del 2013.

L‘utile operativo è calato del 7%, a 578 milioni.

Scomponendo i ricavi per aree geografiche, nel primo semestre spicca il balzo di Medio Oriente e Africa (+62%) e la solidità del Sud America (+25%), mentre soffrono Nord America (-16%) ed Europa (-11%).

TERZO TRIMESTRE ANCORA DEBOLE, RECUPERO IN ULTIMI TRE MESI

Nel terzo trimestre, anticipa Tenaris, i margini saranno influenzati da vendite inferiori e da un product mix meno favorevole, ma è atteso un ritorno ai livelli attuali nel quarto trimestre.

Il gruppo che fa capo alla famiglia Rocca spiega che l‘attività di estrazione in Nord America dovrebbe tornare a crescere gradualmente nel corso dell‘anno, grazie agli attuali livelli dei prezzi del greggio. Nel resto del mondo, i prezzi di gas e greggio dovrebbero continuare a favorire la prosecuzione dell‘espansione dell‘attività di estrazione in Medio Oriente.

Nella seconda parte dell‘anno, Tenaris prevede una crescita delle vendite in Medio Oriente e Africa, mentre l‘attività in Sud America sarà penalizzata da ritardi nei progetti in Brasile.

Il terzo trimestre registrerà l‘impatto negativo degli effetti stagionali e della debolezza dell‘industria in Europa, mentre non è atteso un rimbalzo delle vendite in Nord America prima del quarto trimestre.

“Ci aspettiamo di mantenere i margini sugli attuali livelli (nella seconda parte dell‘anno)”, ha spiegato Paolo Rocca, amministratore delegato di Tenaris, nel corso della conference call di presentazione dei risultati. Rocca ha ribadito che il 2013 sarà “un anno di transizione” e di vedere “buone opportunità di crescita nel medio termine”.

Rocca, in particolare, ha posto l‘accento sulla solidità della domanda nei segmenti premium, dove Tenaris è ben posizionata. “Nel 2014”, nei segmenti premium, “in alcune fasi vedremo un maggiore potere di pricing”.

L‘AD, inoltre, ha ricordato gli accordi di lungo termine firmati recentemente con Eni e ConocoPhillips, e quello che Tenaris si appresta a siglare con l‘argentina Ypf .

Per quanto riguarda le prospettive in Messico, Guillermo Vogel, membro del Cda e vice presidente, ha detto che prossimamente, forse già la settimana prossima, il nuovo presidente presenterà in parlamento la riforma del settore energetico. “Penso che sarà una buona notizia per noi e porterà a un incremento dell‘attività”, ha affermato.

CAUSA ANTIDUMPING USA, MESI PER CHIUSURA PROCESSO

Più volte, nel corso della conference call, il management è stato sollecitato dagli analisti sulle prospettive del Nord America, tasto dolente degli ultimi esercizi.

Germán Curá, North American Area Manager, ha spiegato che, nel resto dell‘anno, “la domanda resterà contenuta e i prezzi sotto pressione”.

Una svolta si potrebbe avere se le autorità che regolano il commercio negli Usa accoglieranno il ricorso dei produttori nordamericani, tra cui Tenaris, per introdurre norme antidumping.

Il 3 luglio scorso, all‘indomani della richiesta presentata alla US International Trade Commission (Usitc), Tenaris era balzata.

“C‘è stata un‘audizione preliminare”, ha raccontato Curà. “Ci aspettiamo una prima pronuncia il 16 agosto, ovvero l‘Usitc deciderà se procedere o meno. Il caso va avanti. Non penso che il processo sarà completato entro marzo 2014”. Curà più volte ha detto di non poter speculare sull‘eventuale impatto di un accoglimento della richiesta di norme antidumping, ricordando che negli Usa “le importazioni, in particolare dalla Corea, hanno raggiunto il 50% (della domanda)” nei prodotti di gamma inferiore. Curà ha aggiunto di non vedere nel breve termine una riduzione dei livelli di importazione in previsione dell‘eventuale introduzione di norme antidumping.

Rocca ha sottolineato che “i danni all‘industria sono evidenti”.

A New York, il titolo Tenaris cede l‘1,3% circa, a 44,4 dollari.

Santander ha incrementato il target price a 55 da 50 dollari, confermando buy.

A Buenos Aires, Tenaris arretra dell‘1% circa, a 185 pesos.

A Milano, il titolo ha accolto negativamente i risultati: ha perso l‘1,82%, a 16,68 euro, dopo aver segnato un minimo di 16,51 euro. Volumi non straordinari: sono passati di mano poco più di 1,9 milioni di pezzi, contro una media dell‘intera seduta di 2,089 milioni negli ultimi trenta giorni.

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