Big industria, salgono ricavi e occupazione 2012 trainati da estero-R&S

giovedì 1 agosto 2013 17:04
 

MILANO, 1 agosto (Reuters) - Dopo un 2012 in cui la grande industria italiana ha continuato a crescere, aiutata da importanti acquisizioni, il primo trimestre del 2013 ha aperto con un'intonazione negativa, registrando fatturato e margini in calo.

L'evoluzione dello scorso anno è stata caratterizzata dalla forte espansione dei ricavi sui mercati esteri a fronte di un rimbalzo molto più contenuto delle vendite in Italia, con un'occupazione totale in lieve aumento ma in flessione sul territorio nazionale.

E' il quadro che emerge dal rapporto R&S 2013 sui maggiori gruppi quotati in Italia, circa 40 quelli industriali presi in considerazione nello studio.

AUMENTO DEBITO OBBLIGAZIONARIO E LIQUIDITA'

A livello di struttura finanziaria cresce il peso del debito sui mezzi propri, con il settore pubblico (92,5%) che si conferma più solido di quello privato (141,4%) e i servizi più fragili della manifattura (145,7% contro 136,6%).

Da sottolineare negli ultimi quattro anni tre fenomeni in particolare: la riduzione degli avviamenti, la crescita del debito obbligazionario (che passa dal 47,6% nel 2008 al 64,3% nel 2012 del debito finanziario a lungo termine) e il raddoppio della dotazione di liquidità. Su quest'ultimo fronte si distinguono quattro gruppi (Parmalat, Danieli , Tod's e Impregilo ) che hanno più cassa che debito.

Sul fronte dividendi, tra il 2008 e il 2012 le maggiori partecipazioni pubbliche hanno complessivamente fruttato all'azionista statale (Mef e Cdp) 11 miliardi di euro. Tra i privati, la holding della famiglia Rocca (tramite Tenaris ) ha ricevuto oltre un miliardo, circa 870 milioni sono affluiti alla Delfin di Leonardo Del Vecchio, oltre 500 milioni alle holding della famiglia Berlusconi, 239 milioni a Diego Della Valle, 200 milioni ai Benetton, 185 milioni alla Sapa degli Agnelli e 143 milioni alla famiglia Recordati.

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