August 1, 2013 / 6:44 AM / 4 years ago

PUNTO 3-Eni, crolla netto trim2 a 580 mln euro, pesano Saipem ed E&P

5 IN. DI LETTURA

* Proposta cedola interim a 0,55 euro per azione

* Produzione 1,648 mln boe/giorno, piatta su anno, causa Nigeria e Libia

* Scaroni: "Prossimo semestre in significativo miglioramento"

* Titolo +3,25% in Borsa, analista: "Risultati già scontati dal mercato" (Riscrive, aggiunge altri dettagli, dichiarazioni Scaroni)

di Giancarlo Navach

MILANO, 1 agosto (Reuters) - Eni archivia un secondo trimestre difficile penalizzato dai risultati di Saipem e dalla debolezza della divisione E&P a causa sia del calo del prezzo del barile sia delle interruzioni di produzione in Libia e Nigeria.

L'utile netto adjusted (senza le componenti straordinarie) scende di oltre il 55% a 580 milioni - un anno prima sfiorava 1,37 miliardi - mentre l'ebit si attesta a 1,95 miliardi, anch'esso dimezzato.

Un sondaggio Reuters con sei analisti stimava un netto di 683 milioni nel trimestre.

La cedola interim si attesta a 0,55 euro (0,54 euro nello stesso period 2012) che proietta la stima di dividendo per l'anno a 1,10 euro come già anticipato dall'AD, Paolo Scaroni lo scorso marzo. Per il secondo semestre il numero uno di Eni è ottimista e prevede un "significativo miglioramento".

In Borsa il titolo sale del 3,25% a 17,15 euro a fronte del comparto oil&gas europeo in lieve rialzo. Secondo un analista di una banca d'affari italiana, "i risultati sono negativi, ma il calo dell'utile era già scontato dal mercato e non è da escludere che Eni oggi risenta in positivo di switch con Shell che cede il 4,6% dopo i conti". Ad aiutare l'andamento del titolo anche l'annuncio stamani di una nuova importante scoperta di idrocarburi in Congo che mitiga la prospettiva piatta nella produzione petrolifera per l'anno.

Andando nel dettaglio delle singole divisioni, l'utile operativo della divisione Exploration and production si contrae del 19,6% a seguito del calo del prezzo degli idrocarburi (-4,7% in media) e della minore produzione venduta, pesano gli eventi di forza maggiore in Nigeria che hanno causato una perdita di produzione di 30.000 barili al giorno nel primo semestre, mentre in Libia la perdita è stata di 20.000 barili.

Nel corso della call con gli analisti Scaroni non ha nascosto la preoccupazione per quello che sta succedendo in questi due Paesi, soprattutto in Nigeria a causa di disordini e sabotaggi: "La situazione resta volatile e non possiamo escludere altre interruzioni, ma la maggiore preoccupazione è la Nigeria: al momento la nostra decisione è di essere più offshore e meno onshore".

La produzione di idrocarburi si attesta a 1,648 milioni di barili/giorno sostanzialmente invariata nel trimestre, ma in calo del 2,7% nel semestre. E per l'anno la produzione è attesa in linea a quella del 2012, mentre lo scorso primo trimestre la major stimava una crescita. Scaroni ha poi precisato che l'attesa per l'anno è di una produzione intorno a 1,7 milioni di barili, di poco sotto la precedente stima di 1,740 milioni, "in uno scenario di 104 dollari al barile e assumendo che Libia e Nigeria non peggiorino".

Il Gas and Power amplia la perdita operativa a 436 milioni, penalizzato dalla contrazione della domanda in Italia e dal calo dei prezzi. Le vendite di gas nel secondo trimestre sono pari a 19,04 miliardi di metri cubi in flessione del 5,5%.

Il settore Ingegneria e costruzioni scivola in rosso operativo per 680 milioni (+389 milioni nel secondo trimestre 2012). Un peggioramento che riflette le difficoltà operative e commerciali di Saipem alle prese con due allarmi profitti in meno di sei mesi. Interpellato più volte dagli analisti sul futuro della partecipazione in Saipem, di cui Eni detiene il 43%, Scaroni non si è sbilanciato: "Abbiamo le stesse informazioni che avete voi", ha risposto a chi gli chiedeva se la società di ingegneristica avesse raggiunto il punto più basso.

A un'altra domanda il numero uno di Eni ha detto che "due sono gli obiettivi per Saipem, da lato sostenere la società e dall'altro risolvere la nostra contraddizione su Saipem, una società che consolidiamo ma che non vogliamo controllare". Nessuna indicazione su quali saranno le mosse future della major.

Quanto al refining and marketing peggiora la perdita operativa (174 milioni) a seguito del peggioramnento del margine di raffinazione. Nella chimica, infine, Versalis registra una perdita operativa di 82 milioni in peggioramento sullo stesso periodo 2012 che riflette la flessione dei volumi a causa della debole andamento della domanda di commodity.

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