Banche chiedono più flessibilità su lavoro, Roe 2012 -1% - Abi

martedì 21 maggio 2013 11:57
 

ROMA, 21 maggio (Reuters) - Le banche chiederanno domani al ministro del Lavoro più flessibilità e la possibilità di contratti per reinserire i bancari estromessi dal mercato per le ristrutturazioni aziendali.

Lo ha detto il direttore generale dell'Abi Giovanni Sabatini, a margine della presentazione del rapporto Abi sui bilanci 2012 delle banche italiane.

«Domani al ministro del Lavoro chiederemo maggiore flessibilità in entrata valorizzando il contratto di apprendistato e migliore flessibilità in uscita, utilizzando il meccanismo del patto generazionale», ha detto Sabatini.

«Chiederemo anche che vengano previsti contratti di inserimento per i lavoratori estromessi a causa di riorganizzazioni aziendali», ha aggiunto.

Le banche italiane hanno chiuso il 2012 con bilanci che risentono del quadro congiunturale negativo, con un Roe (ritorno sul capitale) sceso a -0,47% dal +2,38% del 2011, al netto delle componenti straordinarie come le svalutazioni degli avviamenti. Considerando anche queste voci negative, la perdita netta consolidata del sistema è 1,8 miliardi con un Roe pari a -1%. I dati riguardano un campione di 39 gruppi bancari.

«Il quadro del sistema bancario italiano è fortemente condizionato dalla crisi del debito sovrano e dalla recessione che ha avuto impatto sui bilanci 2012 con redditi in calo e minimi storici sui margini, ed è condizionato dalle perdite sui crediti deteriorati», ha commentato Sabatini.

Le criticità maggiori riguardano il tema della crescita del Paese, ha spiegato il direttore generale dell'Abi "perché le banche italiane per la loro natura di banche commerciali sono fortemente legate all'andamento dell'economia e ovviamente alle tensioni sui mercati finanziari con gli spread ancora molto elevati. C'è una forte attenzione a contenimento dei costi,ma non basta», con una riduzione delle spese del 2,2% di cui 2,7% di taglio alle spese del personale.

Il rapporto evidenzia il rilevante flusso di rettifiche nette per crediti, salite a 26 miliardi nel 2012 dai 16,7 miliardi del 2011.

In questo difficile contesto, spiega l'Abi nel rapporto, le banche italiane hanno «migliorato il loro livello di patrimonializzazione, risultando pienamente allineate alla media europea».   Continua...