May 10, 2013 / 1:03 PM / 4 years ago

PUNTO 3-UniCredit, utile netto trim1 sopra attese, meno rettifiche

5 IN. DI LETTURA

(aggiunge dettagli da conferenza stampa Ghizzoni, aggiorna quotazione titolo)

MILANO/ROMA , 10 maggio (Reuters) - UniCredit batte nettamente le attese nel primo trimestre con un utile netto di 449 milioni, in crescita del 2,8%, che si contrappone al consensus elaborato con 20 broker che indicava 156 milioni.

"Si tratta della prima trimestrale con il nuovo formato per aree geografiche", ha ricordato in conference call il Ceo Federico Ghizzoni. "Il contesto macroeconomico è ancora difficile ma ci sono ragioni per essere cautamente ottimisti. Pensiamo di poter produrre buoni risultati anche nei prossimi trimestri".

A ricavi in progresso rispetto al trimestre precedente, anche se in calo su base annua, si accompagna una diminuzione delle rettifiche su crediti e un rallentamento del deterioramento del credito in Italia per il secondo trimestre consecutivo.

Sul fronte patrimoniale, a fine marzo il Core Tier 1 è pari all'11,03% con un incremento di 19 punti base su fine 2012 e incorpora un'ipotesi di dividendo invariato a 9 cent. Il Common Equity Tier 1 è pari al 9,46% ma sale al 9,64% pro-forma considerando alcune operazioni straordinarie, tra cui la cessione di ATF Bank.

Dopo una breve fiammata sui massimi di seduta, il titolo si è assestato su valori più bassi ma sempre con segno positivo per chiudere in rialzo del 2,36% a 4,16 euro con volumi di poco superiori alla media mensile dell'intera seduta.

I risultati "sono buoni", commenta Alberto Gallo, credit analyst di Rbs. "Sia in Italia sia in Spagna si sta creando un sistema in cui le due grandi banche vanno bene e le altre sono bloccate con molti non performing loans".

"Sono buoni, leggermente sopra le attese, anche se a mio parere non eccezionali", è il commento di un trader.

I ricavi si attestano a 6,1 miliardi, in calo del 5,2% su anno, ma in crescita del 5,6% rispetto al trimestre precedente al netto delle operazioni di riacquisto effettuate nell'ultimo trimestre 2012.

Il margine operativo lordo è pari a 2,3 miliardi (-10,1% anno su anno). Il margine di interesse si è stabilizzato a 3,3 miliardi, le commissioni sono aumentate del 2,1% su base trimestrale, mentre l'attività da negoziazione ha raggiunto quota 650 milioni, grazie al buon andamento dei mercati.

Gli accantonamenti su crediti sono stati pari a 1,2 miliardi (-9,3% anno su anno).

In Italia, in particolare, si registra un rallentamento del tasso di crescita dei crediti deteriorati e delle sofferenze a fronte però di indici di copertura più bassi (rispettivamente al 42,4% e al 54,9% dal 43,4% e 56% di fine 2012).

"Confermiamo l'attesa di un costo del rischio più basso nel 2013", ha detto il Chief risk officer Alessandro Decio in conference call, sottolineando però "estrema cautela" sul contesto macroeconomico e la consapevolezza che in Italia il momento della ripresa è rinviato.

In calo i costi operativi a 3,8 miliardi (-1,8% su base annua, ma +2,1% su base trimestrale). Il cost/income è al 61,8% con un incremento di 2,1 punti rispetto a un anno prima, mentre il risultato netto di gestione è passato a 1,1 miliardi.

L'AD Federico Ghizzoni ha escluso nella succesiva conferenza stampa romana "una revisione dei numeri, finanziaria" del piano industriale: "Non è in agenda, i mercati sono ancora troppo volatili per una revisione del piano che necessita di un momento di stabilità più consolidato".

PER RIMBORSO ANTICIPATO LTRO VALUTAZIONE PROSSIME SETTIMANE

La banca valuterà a breve l'opportunità di restituire anticipatamente alla Banca centrale europea i fondi presi in prestito per tre anni al tasso dell'1%.

"Noi ancora non abbiamo rimborsato gli Ltro...Vedremo nelle prossime settimane cosa fare", ha detto Ghizzoni facendo riferimento ai 26 miliardi raccolti dalla banca nei due Ltro.

Unicredit ha ad oggi in portafoglio 46 miliardi di titoli di Stato italiani, 3 in più rispetto a fine marzo e a fine dicembre, ha aggiunto l'AD

Alla prima banca italiana per capitalizzazione, infine, non è arrivata alcuna richiesta di riscadenzamento del debito di Rcs Mediagroup.

"Confermo che noi non abbiamo ricevuto richieste di riconsiderare gli accordi raggiunti qualche settimana fa. Quello che i giornali riportano non trova riscontro in Unicredit. Non sarebbe comunque semplice rinegoziare l'accordo", ha detto Ghizzoni, replicando indirettamente a Diego Della Valle e a Edizione, i due soci Rcs che chiedono esplicitamente un maggior coinvolgimento delle banche creditrici nel risanamento della società editoriale.

- ha collaborato Giselda Vagnoni da Roma

(Gianluca Semeraro)

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