May 7, 2013 / 4:00 PM / 4 years ago

PUNTO 3-Enel, utile netto trim1 cresce a 1,975, 755 mln da cambi

5 IN. DI LETTURA

* Conti conferma target su anno

* Debito continua a crescere

* Investimenti del periodo a 1 mld (-20,5%

* Ebitda a 4,077 mld da 4,257 mld (Riscrive parzialmente e aggiunge dettagli da conference call)

ROMA, 7 maggio (Reuters) - Il cda di Enel ha approvato oggi i risultati del primo trimestre che si è chiuso con un utile netto di 1,975 miliardi, spinto in alto da 755 milioni di differenze di cambio, dai 1,275 miliardi nel primo trimestre del 2012.

E' in questo risultato che si riassumono le difficoltà dell'azienda che nel primo trimestre dell'anno è arretrata praticamente in tutte le aree geografiche e i Paesi dove è presente. Si salvano alcune divisioni in Italia e alcune unità nel Centro-Est europeo oltre ad Enel green power.

Basta guardare le slide che hanno accompagnato la presentazione agli analisti per rendersi conto che la promessa di centrare i risultati annunciati per l'anno, fatta oggi dall'Ad Fulvio Conti, sarà molto difficile.

In termini di margine lordo (ebitda) l'America latina, una delle aree strategiche per il gruppo, perde 72 milioni, scendendo dai 787 mln del 2012 ai 715 del primo trimestre 2013, perdendo poco meno del 10%.

Va in pari la Russia, altro mercato strategico. Crescono Romania, Bulgaria e Grecia. Crolla, invece, da 233 a 159 milioni, la Slovacchia. La Spagna ha ridotto da 1,109 mld a 969 milioni il proprio apporto al margine di Enel.

E non andrà molto meglio in futuro. Durante la conference il Cfo Luigi Ferraris ha detto che in Spagna Enel ha dovuto fare fronte alla richiesta dei clienti di mollare le tariffe fisse per quelle variabili e allinearsi ai prezzi calanti del mercato. In Slovacchia "non si vedono prezzi in linea con le nostre aspettative" sul mercato dei future, ha detto il manager.

L'unica cosa che va bene, oltre alla tenuta della divisione infrastrutture italiane (+7,2), è Egp, la controllata delle rinnovabili che non deve fare i conti con i costi del carburante nè con la domanda visto che questo tipo di produzione ha il dispacciamento preferenziale. L'ebitda del primo trimestre aumenta da 379 a 478 milioni superando la soglia del 10% del margine totale del gruppo.

Nei primi tre mesi del 2013 Enel ha avuto un margine di 4,077 miliardi contro i 4,257 miliardi del primo trimestre dell'anno passato, in calo del 4,2%.

L'utile netto ordinario, quello legato alla gestione caratteristica, è stato di 852 milioni in calo del 12,4%, rispetto ai 973 milioni dei primi 90 giorni del 2012.

I risultati del primo trimestre, come previsto, "sono in linea con il raggiungimento degli obiettivi di fine anno già indicati al mercato", ha detto Conti al termine del cda ha che anche approvato l'emissione fino a 5 miliardi di strumenti finanziari ibridi non convertibili.

E' un irrobustimento finanziario, già annunciato, necessario ad affrontare la crisi anche qualora si prolungasse. Enel, come ha avvisato nei giorni scorsi Conti, ha già spostato la ripresa un anno in avanti nel proprio piano strategico al 2017.

Cresce Il Debito

L'indebitamento finanziario netto registrato a fine marzo era di 43,291 miliardi di euro, in aumento di 343 milioni di euro (+0,8%) rispetto alla fine del 2012.

Enel spiega che "gli effetti positivi derivanti dall'aumento di capitale della controllata cilena Enersis sono stati più che compensati dal fabbisogno generato dalla gestione ordinaria e dagli investimenti del periodo", che però sono calati del 20,5% ad 1,045 miliardi per effetto della "politica di ottimizzazione adottata dal gruppo".

Il rapporto debt to equity, si è attestato a 0,78 (0,82 al 31 dicembre 2012).

I ricavi del periodo sono stati di 20,885 miliardi in calo dell'1,5% contro i 21,2 miliardi del primo trimestre del 2012.

La flessione dei ricavi si spiega con il cattivo andamento delle vendite di energia: nei primi tre mesi del 2013 si sono attestate a 76,7 TWh, "con un decremento di 5,8 TWh (-7,1%) sullo stesso periodo del 2012, prevalentemente riferibile alle vendite in Italia, Spagna e Francia (quest'ultimo dovuto alla riduzione dei volumi in seguito all'uscita del gruppo dal progetto Flamanville3 avvenuta a fine 2012)".

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