7 maggio 2013 / 15:28 / 4 anni fa

PUNTO 1-A2A, Edipower e ripresa Epcg spingono gli utili nel trimestre

* Forte interesse operatori italiani e stranieri per polo Ambiente

* Obiettivo debito sotto 4 mld fine anno, senza ingresso partner

* Ravanelli: “No rischi governance da esito elezioni Brescia”

* Titolo cede 3% circa su prese di profitto dopo corsa recente (Aggiorna, aggiunge altri dettagli, dichiarazioni Ravanelli)

di Giancarlo Navach

MILANO, 7 maggio (Reuters) - Il consolidamento di Edipower e il ritorno all‘utile della controllata montenegrina Epcg consentono ad A2A di chiudere il primo trimestre con un deciso balzo del mol e un utile netto in linea con quello del 2012. Per l‘anno in corso la società punta a un Ebitda in rialzo rispetto a quello del 2012 con un obiettivo di indebitamento sotto i 4 miliardi.

Numeri che non hanno entusiasmato il titolo in Borsa, protagonista di un forte rialzo nelle ultime sedute e, oggi, vittima di prese di beneficio. Intorno alle 17,00 A2A cede il 3,13% a 0,61 euro.

Confermato l‘avvio del polo ambientale da luglio: diversi operatori italiani e stranieri hanno mostrato interesse a entrare con quote di minoranza, ma una decisione in tal senso sarà presa nella seconda metà dell‘anno.

Nel trimestre l‘utile netto si attesta stabile a 76 milioni, mentre il Mol raggiunge quota 328 milioni, in crescita del 25,7% rispetto al primo trimestre 2012. Tale risultato positivo è stato raggiunto nonostante un calo del 17,6% dei ricavi (a 1,589 miliardi) conseguente in particolare alla riduzione delle attività di intermediazione di gas naturale sui mercati all‘ingrosso.

A fare da traino ai risultati il consolidamento di Edipower e la performance della montenegrina Epcg che ha evidenziato un margine industriale positivo per 30 milioni (1 milione nel primo trimestre 2012). “E per l‘intero anno il mol è atteso superiore ai 60 milioni”, ha precisato il direttore generale, Renato Ravanelli.

Questi due elementi, aggiunti al massiccio piano di riduzione dei costi (quest‘anno sono attesi risparmi per oltre 25 milioni), al teleriscaldamento e alla crescita del 20% della produzione idroelettrica, “a livello di ebitda avremo un miglioramento rispetto al 2012”, ha annunciato Ravanelli.

Quanto all‘indebitamento finanziario netto, scende di 134 milioni a 4,238 miliardi a fine marzo. “Posso confermare che ci sarà un‘ulteriore riduzione rispetto ai livelli di marzo. Sarei contento, al netto di eventuali operazioni straordinarie, se cominciassimo a vedere un 3 davanti al livello di indebitamento: sotto 4 miliardi obiettivo ambizioso, ma conseguibile”, ha aggiunto il manager.

L‘obiettivo di scendere sotto 4 miliardi non contempla l‘ipotesi di ingresso di un partner nella filiera ambiente o nelle reti. Anzi da questo punto di vista, Ravanelli ha un po’ cambiato rotta rispetto a quanto annunciato mesi fa relativamente all‘ingresso di un partner per ridurre il debito. “Da quando abbiamo fatto il piano industriale la generazione di cassa è stata molto significativa e sta equilibrando una struttura patrimoniale in termini di ratio. Poi non vogliamo fare operazioni che siano diluitive”, ha spiegato.

POLO AMBIENTE, DECISIONE SU INGRESSO PARTNER IN SEM2

Il riferimento è all‘eventuale ingresso di partner nel costituendo polo ambientale che A2A avvierà dal prossimo primo di luglio. “Non abbiamo avviato una procedure formale per raccogliere offerte, ma vediamo un interesse elevato da parte di operatori italiani e stranieri per quote di minoranza nel fondo ambiente”, ha detto sottolineando che una decisione in tal senso sarà presa nella seconda metà dell‘anno.

Infine, sullo sfondo resta la questione aperta della governance ed eventuali turbolenze che potrebbero arrivare sul gruppo dall‘esito delle elezioni comunali di Brescia a fine mese, uno dei due soci forti di A2A. Ma un pericolo di ribaltone sui vertici, nel caso di una vittoria del centrosinistra, per ora Ravanelli non lo vede: “Ricordo che c‘è un codice civile e ci sono regole societarie di corporate governance che sono fissate: i consigli di sorveglianza e di gestione sono stati nominati un anno fa e sono in scadenza fra due anni. Faccio fatica a vedere meccanismi diversi”.

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