29 aprile 2013 / 07:43 / tra 4 anni

PUNTO 2 - Rcs, aumento fino a 500 mln entro luglio, no di Della Valle

* Entro luglio aumento di massimi 400 mln per ord, massimi 100 per risp

* Nuova categoria azioni risparmio

* Titoli ord e risp in forte calo (Riscrive con nuovi dettagli, commenti analisti)

MILANO, 29 aprile (Reuters) - Il Cda di Rcs proporrà all‘assemblea, convocata per il 30 maggio, di realizzare entro luglio un aumento di capitale da massimi 500 milioni; chiederà poi una delega per una ulteriore ricapitalizzazione da massimi 200 milioni da utilizzare entro il 2015 “fino a concorrenza dell‘importo complessivo di 600 milioni”.

Lo dice una nota pubblicata questa mattina dopo che ieri si è riunito il consiglio di amministrazione che ha fissato al 14 maggio il board sui risultati trimestrali di gruppo.

Rispetto a quanto comunicato due settimane fa , resta dunque invariata la somma totale di 600 milioni di aumento richiesti ai soci, ma cambia la dicitura sulla prima tranche, che da “almeno 400” milioni passa a “massimi 500”. Di nuovo c‘è la parte relativa ai titoli di risparmio, per i quali è prevista l‘emissione di una nuova categoria di azioni rispetto a quella esistente (l‘obiettivo è mantenere la parità contabile tra ordinarie e risparmio) per un massimo di 100 milioni; i 400 milioni sono invece relativi al capitale ordinario.

Si tratta di sempre di cifre “massime”, perché l‘importo preciso, così come prezzo e tempistisca, non sono ancora stati definiti, anche se è previsto che l‘aumento si chiuda entro fine luglio.

Tanto è bastato, però, per far pensare che quest‘estate la ricapitalizzazione potrebbe essere superiore ai 400 milioni fin qui preventivati dal mercato.

“Io interpreto questo comunicato come una indicazione che si cercherà di fare subito un aumento superiore ai 400 milioni. Mi pare una buona idea perché la liquidità serve alla società, e anche in fretta”, dice un analista di una banca italiana.

Il titolo, sottile e quindi molto volatile, si muove in netto ribasso. Intorno alle 11,50 cede il 2% a 0,74 euro contro un mercato in rialzo dell‘1%. Affondano le risparmio, in calo dell‘8,6%.

“Penso che il titolo più che altro sconti la prospettiva di un aumento a fortissimo sconto, anche superiore al 60%”, spiega l‘analista che cita come “riferimento implicito” il rapporto di raggruppamento delle azioni ordinarie previsto prima della ricapitalizzazione.

CAPITALE SOCIALE RIDOTTO A 139 MILIONI

Il Cda proporrà infatti all‘assemblea, in conseguenza dello stato di sottopatrimonializzazione in cui si trova la società (art.2446 del codice civile), un importante abbattimento del capitale al fine di ripianare le perdite registrate finora. Spiega la nota che la copertura integrale della perdita della Capogruppo (494,7 milioni nel 2012 e 78 milioni nel primo trimestre), nonché dei disavanzi netti da fusione (334,6 milioni), e dunque per complessivi 907,3 milioni, avverrà “mediante utilizzo di riserve per 284,1 milioni (...) e mediante riduzione del capitale sociale da 762 milioni a 139,25 milioni, con conseguente raggruppamento delle sole azioni ordinarie nel rapporto di 3 nuove azioni ordinarie ogni 20 azioni ordinarie”.

“E’ un rapporto di quasi uno a 7. Si può desumere che il successivo aumento di capitale avverrà - come per altro già detto dalla stessa società - a fortissimo sconto. Io penso che sarà superiore al 50%, forse al 60%”.

AUMENTO, GARANZIA BANCHE SALE A 182 MLN DA 166 MLN

Il Cda di ieri ha approvato un accordo di pre-garanzia relativo al solo aumento di capitale ordinario che coinvolge Banca IMI (Intesa SP ) e BNP Paribas (in qualità di Joint Global Coordinators), Centrobanca (Ubi ), Mediobanca, Commerzbank e Banca Aletti (Banco Popolare ) per 172,5 milioni.

Questi ultimi due istituti si aggiungono alla lista comunicata a metà aprile, della quale faceva parte anche Banca Akros (Pop Milano ), non citata nella nota di stamattina ma che si può ragionevolente riconoscere quando si parla di “un‘ulteriore banca” che “ha manifestato la propria disponibilità a sottoscrivere un accordo di pre-garanzia per 10 milioni con la precisazione che tale accordo potrà essere sottoscritto una volta perfezionato il procedimento autorizzativo interno di tale banca”.

Si arriva così a 182,5 milioni garantiti contro i 166 milioni annunciati il 14 aprile.

Due le condizioni poste dalle banche: che i soci aderenti al patto abbiano stipulato impegni irrevocabili e incondizionati per un controvalore non inferiore a 200 milioni, e su questo punto le rassicurazioni sono arrivate; e che tutte le banche dell‘accordo di pre-garanzia mantengano effettivamente gli impegni presi.

A FIAT E INTESA SP PARTE DI INOPTATO, NO DI DELLA VALLE

All‘interno del patto di sindacato, che controlla il 58% di Rcs, Fiat ha comunicato di voler rilevare da altri soci una parte dei diritti di opzione che non dovessero esercitare per un ulteriore 2,805% del capitale oltre alla sua quota di pertinenza (10,29%).

Anche Intesa Sanpaolo (che ha il 4,9%) ha detto di voler acquistare dagli aderenti al sindacato di blocco “un quantitativo di diritti di opzione il cui acquisto ed esercizio con la conseguente sottoscrizione di nuove azioni Rcs comporti un complessivo esborso non superiore a 10 milioni”. Oltre a questi due soci, nel patto si erano già impegnati a sottoscrivere l‘aumento Mediobanca, Pirelli, Fondiaria-Sai, Mittel ed Edison, per una quota complessiva del 44% del capitale.

Hanno annunciato invece che voteranno contro l‘aumento i soci esterni al patto Diego Della Valle ed Edizione (Benetton), che detengono rispettivamente l‘8,8% e il 5% del capitale.

La posizione dei Benetton, contrari a sottoscrivere l‘aumento, era nota, mentre la posizione di Della Valle, che pure aveva in più occasioni criticato l‘operazione di ricapitalizzazione e la gestione della società, è una novità.

Un analista però osserva: “Della Valle ha comunicato che non è disponibile ad approvare l‘operazione, ossia che voterà contro in assemblea. Questo non significa necessariamente che non sottoscriverà. Mentre la sua contrarietà all‘aumento non mi stupisce, sarei sorpreso se non sottoscrivesse neanche un‘azione per ritrovarsi con una partecipazione più che dimezzata”.

I clienti Reuters possono leggere il comunicato integrale cliccando su

(Claudia Cristoferi)

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