March 12, 2013 / 1:27 PM / 4 years ago

PUNTO 2-Intesa limita danni in trim4 tra rettifiche e questione Ungheria

6 IN. DI LETTURA

* Trim4 in rosso per 83 mln dopo rettifiche crediti, svalutazione Telco

* In 2012 cedola ord per 5 cent, per 2013 dividendo almeno uguale

* Intesa protetta da ulteriori peggioramenti mercati (Riscrive con dettagli conference call, commenti analisti, aggiorna andamento titolo)

di Gianluca Semeraro

MILANO, 12 marzo (Reuters) - Intesa Sanpaolo limita i danni nel quarto trimestre grazie alla performance del risultato del trading (682 milioni da 173) che controbilancia la svalutazione della quota Telco (107 milioni) e le rettifiche sui crediti (1,5 miliardi).

Il trimestre si chiude con una perdita di 83 milioni di euro, meglio delle attese raccolte da Reuters con sei analisti che convergevano su un rosso di 169 milioni.

L'intero 2012 vede, invece, un utile netto di 1,605 miliardi, non comparabile con il 2011, chiuso con una perdita di 8,2 miliardi dopo una maxi svalutazione degli avviamenti. Il consensus raccolto da Thomson Reuters indicava 1,852 miliardi.

"Possiamo affermare che oggi, nonostante la crisi, Intesa Sanpaolo è solida e più forte rispetto al 2011. Ci sentiamo protetti contro qualsiasi ulteriore peggioramento dei mercati", ha commentato il Ceo Enrico Cucchiani nella conference call con gli analisti.

Il titolo, dopo l'accelerazione fino a quasi +2% seguita alla diffusione della nota sui conti, ha poi chiuso in rialzo dello 0,40% a 1,26 euro, un po' meglio dello stoxx europeo di settore (-0,42%).

"Nel complesso risultati misti ma meno negativi di quanto inizialmente previsto", commenta Ignacio Cerezo, analista di Credit Suisse. "Sul fronte dell'asset quality non si percepisce alcun impatto straordinario domestico e ciò suggerisce che la politica di copertura è stata ritenuta appropriata dal regolatore".

L'intero 2012 ha visto stanziamenti a fronte dei rischi sul credito per 4,7 miliardi, +11% sul 2011. Il livello di copertura sui crediti deteriorati si attesta al 44,9% contro il 45,7% del 2011 e una media di settore in Italia al 31,8% a fine settembre.

Luce Verde Bankitalia Su Crediti, Questione Ungheria

Dopo l'ispezione di Bankitalia, fatta su venti banche italiane per verificarne la situazione degli accantonamenti sui crediti, Intesa ha avuto "luce verde" con richiesta di aggiustamenti "meno che marginali", pari a circa 6 milioni, tutti già effettuati nel quarto trimestre. "Abbiamo avuto un certificato di buona salute. Non mi sorprenderebbe se per altri l'esito fosse diverso", ha spiegato Cucchiani.

L'Italia ha visto un incremento del 7% degli stanziamenti contro il 31% delle banche estere, in particolare Ungheria e Ucraina. Dinamica identica anche sul costo del rischio, pari a 125 punti, di cui 110 in Italia (+7) e 310 per le banche estere (+84), numero che scenderebbe a 151 senza Ungheria e Ucraina.

Sull'Ungheria, in cui Intesa è presente tramite CIB Bank, Cucchiani non ha escluso che si possa ridurre la presenza visto che la situazione del paese "è diventata un incubo".

Dal 2010 il premier Viktor Orban ha intrapreso una serie di misure che hanno indispettito gli investitori esteri e oggi ha affermato che nel paese ci sono troppe banche a controllo estero.

I crediti deteriorati netti sono pari a 28,5 miliardi (+24,7%) con crediti in sofferenza per 11,2 miliardi contro i 9 miliardi dell'anno prima. L'incidenza delle sole sofferenze sui crediti complessivi è del 3% con il tasso di copertura al 61%, contro il 64% del 2011. Considerando le garanzie reali e personali, il tasso di copertura è al 124%.

"Accantonamenti rigorosi e prudenziali" sono attesi anche nel 2013 con un costo del credito che "rimarrà elevato".

A fronte di impieghi stabili a 377 miliardi, la raccolta diretta bancaria è cresciuta del 5,6% a 380 milioni.

CEDOLA 5 CENT, GIU' INTERESSI NETTI, BENE RATIO PATRIMONIALI

Il Cda ha deliberato di proporre un dividendo invariato di 5 cent per le ordinarie e di 6,1 cent per le risparmio, quest'ultimo in crescita rispetto ai 5 cent distribuiti lo scorso anno. L'impegno per il 2013 è di pagare un dividendo almeno uguale al 2012.

Il Core Tier 1 a fine dicembre è all'11,2% con un incremento di 110 punti base, il Common equity pro forma secondo Basilea 3 al 10,6% (+70 punti base), mentre pro forma secondo gli standard Eba è al 10,3% (+110). Per il 2013 Core Tier 1 e Common equity sono attesi sopra il 10% e "ben oltre" le soglie Eba.

A livello operativo i proventi operativi netti sono cresciuti del 6,5% a 17,9 miliardi. A fronte di interessi netti in calo del 3,6% a 9,43 miliardi, si sono registrate commissioni per 5,45 miliardi (in linea con il 2011) e un risultato del trading pari a 2,2 miliardi (da 920 milioni).

Sulla dinamica degli interessi netti, il Cfo Carlo Messina ha dichiarato che "è veramente difficile fare previsioni, dipendendo da troppe variabili". "Probabilmente il quarto trimestre è stato il punto minimo, ma aspetttiamo marzo".

I costi operativi sono scesi del 2,5% a 8,9 miliardi per un risultato della gestione operativa poco sotto i 9 miliardi (+17,3%) e un cost/income al 49,8% (dal 54,4%).

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