7 marzo 2013 / 15:08 / tra 5 anni

PUNTO 1 - Campari, oneri Lascelles pesano su utile 2012, titolo cala

* Difficoltà in Italia, Germania e Brasile in 2012

* Mercato italiano resterà debole a breve e medio termine

* Cedola 2012 invariata a 0,07 euro per azione (Aggiunge dettagli da presentazione risultati, conference call)

MILANO, 7 marzo (Reuters) - Campari archivia il 2012 con un utile netto in calo dell‘1,6% a 156,7 milioni di euro, un risultato che risente di voci straordinarie da ricondurre principalmente all‘acquisizione di Lascelles deMercado.

Depurato di tutte le componenti non ricorrenti e dei relativi effetti fiscali, la bottom line si attesta a 167,7 milioni, in linea con le proiezioni SmartEstimates di Thomson Reuters Starmine.

Una nota del gruppo beverage precisa che proventi e oneri non ricorrenti operativi sono stati pari a 17,2 milioni di euro e sono relativi a spese sostenute in relazione all‘acquisizione di Lascelles deMercado (consolidata dal 10 dicembre 2012) e ad altri accantonamenti finanziari.

Il titolo in borsa ha invertito rotta dopo la pubblicazione dei risultati finendo in asta di volatilità per eccesso di ribasso prima di tornare a trattare in calo di oltre due punti percentuali.

Nel periodo il gruppo di superalcolici ha realizzato vendite per 1,34 miliardi con una variazione organica del 2,8%. Hanno sofferto i mercati tradizionali come quello italiano, specialmente negli ultimi tre mesi dell‘anno scorso, la Germania (-9,1% organico) e il Brasile (-8% organico).

Motore della crescita negli anni passati, il mercato tedesco ha frenato soprattutto come conseguenza di una disputa commerciale che ha avuto ricadute negative sulle vendite di Campari, Aperol e Cinzano, creando opportunità per i concorrenti.

ITALIA GRANDE PUNTO INTERROGATIVO PER 2013

Il giro d‘affari domestico, dal canto suo, ha accusato una contrazione del 2,9% nel 2012, attribuibile ad una performance organica negativa del 3,3%.

La decelerazione è stata frutto del peggioramento della fiducia dei consumatori al rientro dall‘estate e del decumulo delle scorte da parte dei distributori. Un fenomeno, quello del cosiddetto “destocking”, esacerbato dall‘introduzione dell‘articolo 62 della legge numero 27/2012, in vigore dal 24 ottobre, e destinato a proseguire nel 2013. Tanto che il management si aspetta che 20-25 milioni di vendite nette, solitamente realizzate nel primo trimestre quando i distributori si approvvigionano in vista dell‘estate, saranno spalmate sul secondo e sul terzo trimestre.

Nonostante il segmento dell‘aperitivo lungo sia destinato a “tenere” ancora nel 2013, dopo aver registrato una crescita a doppia cifra solo l‘anno scorso, “non ci aspettiamo che la situazione migliori nel breve e medio periodo tanto più che non si sa che cosa accadrà sul versante politico”, ha detto nel corso della conference call l‘AD Bob Kunze-Concewitz.

“Il grande punto interrogativo per il 2013” è proprio l‘Italia “sia per il sentiment dei consumatori che per il futuro politico”, ha aggiunto.

Le prospettive grigie in Italia e, più in generale nella zona euro, dovrebbero tuttavia essere compensate quest‘anno dal permanere di un contesto positivo per il business in Usa e nel Pacifico; a questo, secondo il management, dovrebbe aggiungersi un miglioramento delle condizioni in America Latina, una crescita più robusta in Europa dell‘Est, particolarmente in Russia, e gli effetti positivi dell‘integrazione di Lascelles. Anche l‘anno scorso, il fatturato generato fuori dai confini della Penisola ha rappresentato quasi il 71% del giro d‘affari e circa il 75% della redditività operativa.

Il cda ha infine deciso oggi di proporre agli azionisti una cedola stabile rispetto all‘anno scorso di 0,07 euro per azione.

Per il testo integrale del comunicato diffuso dalla società, i clienti Reuters possono cliccare su

(Maria Pia Quaglia)

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