Credit Agricole, cresce perdita 2012 su svalutazioni, Grecia

mercoledì 20 febbraio 2013 09:13
 

PARIGI, 20 febbraio (Reuters) - Credit Agricole ha archiviato il 2012 con una perdita di 6,5 miliardi di euro, la peggiore da quando la società si è quotata in Borsa nel 2001; un rosso maggiore di quanto atteso per effetto delle tasse relative alla vendita della sua divisione greca.

Il management ha spiegato ai giornalisti che la decisione inattesa delle autorità francesi di non concedere la deduzione chiesta dalla banca sulla vendita di Emporiki Bank ha portato a un onere fiscale straordinario di 838 milioni di euro, che si somma alle svalutazioni per 4,53 miliardi effettuate nel quarto trimestre, portando il rosso degli ultimi tre mesi a 3,982 miliardi.

L'istituto ha però sottolineato che il suo utile "normalizzato", esclusi i costi straordinari, è cresciuto del 10% rispetto a un anno prima, a 548 milioni.

L'onere strardinario contabilizzato nel quarto trimestre è solo l'ultimo sostenuto dalla banca, al termine di un anno in cui ha dovuto affrontare l'eredità della propria espansione in Italia, Spagna e Grecia e rifocalizzarsi sulle attività retail.

I ricavi, a livello trimestrale, hanno registrato una contrazione del 23%, incluso l'impatto negativo sui conti del crescente valore del debito della banca a 3,326 miliardi euro.

L'istituto non pagherà il dividendo per il 2012 e ha confermato di puntare a un common equity Tier 1 oltre il 10% per il 2013.

Le attività italiane restano motivo di preoccupazione. La divisione Cariparma ha registrato una perdita di 10 milioni nel trimestre, con un incremento delle svalutazioni sui crediti. L'unità italiana ha inoltre quasi raddopiato un piano di uscita volontaria, che ora coinvolge 720 dipendenti.

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