24 gennaio 2013 / 08:41 / 5 anni fa

PUNTO 2-Mps stima perdite da derivati a 720 mln, Pd nega responsabilità

* Ad Viola dice che si tratta di perdite già comprese in risanamento

* Bersani dice di non provare alcun imbarazzo per la vicenda

* Grilli dice che non ci sono altri casi in sistema bancario italiano (Accorpa pezzi, aggiunge contesto)

di Massimiliano Di Giorgio e Gianni Montani

ROMA/TORINO, 24 gennaio (Reuters) - Il Monte dei Paschi stima in 720 milioni le perdite attualizzate sulle operazioni strutturate che la Banca d‘Italia dice essere state sottratte alla sua attività di vigilanza mentre le scelte del management nominato dalle autorità locali senesi di centrosinistra vengono disconosciute dal Partito democratico.

Con gli esperti del Fondo monetario internazionale in missione in Italia per redigere il rapporto sullo stato di salute delle banche italiane, il ministro dell‘Economia Vittorio Grilli assicura che si tratta di un caso isolato.

“Sì, lo svantaggio attualizzato si avvicina a quella cifra” di 720 milioni, ha dichiarato al Messaggero l‘amministratore delegato Fabrizio Viola.

“Si tratta di perdite di fatto già comprese nelle operazioni di risanamento in corso”, ha aggiunto.

L‘Ad ha ricordato che sono stati chiesti al Tesoro Monti-bond per ulteriori 500 milioni a novembre. Questa cifra, sommata alla perdita per 220 milioni da contabilizzare nel bilancio 2012, porta appunto all‘ammontare ipotizzato di 720 milioni. I 500 milioni di novembre hanno fatto lievitare il totale delle richieste al Tesoro a 3,9 miliardi.

Secondo una fonte vicina al dossier, però, “questa è una stima preliminare della perdita” e l‘impatto finale sulla bottom line potrebbe essere diverso dal momento che vanno considerati aspetti fiscali.

La bufera innescata dalla scoperta di tre operazioni strutturate realizzate tra il 2006 e il 2009 ha portato alle dimissioni del presidente dell‘Abi Giuseppe Mussari, ex numero uno della Banca e della Fondazione Mps e fatto crollare il titolo in Borsa.

Stamani le azioni Mps hanno fatto prezzo in ritardo, avviando le contrattazioni in ribasso di oltre il 5%. Alle 14,10 quotano 0,2363 in calo del 7% dopo il meno 14% lasciato sul campo negli ultimi due giorni.

La natura delle tre operazioni “Alexandria”, “Nota Italia” e “Santorini”, secondo la Banca d‘Italia, è emersa “a seguito del rinvenimento di documenti tenuti celati all‘autorità di Vigilanza e portati alla luce dalla nuova dirigenza di Mps”.

Ieri l‘attuale presidente di Mps, Alessandro Profumo, non ha escluso un‘azione di responsabilità contro i precedenti vertici “nella misura in cui ci saranno gli estremi per tutelare il valore patrimoniale della banca”.

BERSANI: NESSUN IMBARAZZO

Il principale azionista della banca senese è la Fondazione Monte dei Paschi di Siena che è a sua volta controllata dal Comune e dalla Provincia che eleggono 13 dei 16 consiglieri della Deputazione.

Siena è da sempre roccaforte dell‘ex Pci oggi confluito nel Partito democratico. Inevitabile che il caso finanziario si trasformi in un tema della campagna elettorale per le politiche di fine febbraio.

“Noi, e per noi intendo il Pd di Siena nella persona dell‘ex sindaco Franco Ceccuzzi, Mussari lo abbiamo cambiato un anno fa, assieme a tutto il consiglio di amministrazione del Mps. Sono i banchieri che lo hanno tenuto come loro presidente alla guida dell‘Abi ed è dunque a loro che eventualmente bisogna rivolgersi”, ha dichiarato Massimo D‘Alema a Francesco Manacorda su La Stampa.

Il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, in una conferenza stampa a Roma, è tornato sull‘argomento: “A noi non crea nessun imbarazzo. Io non ho fatto mai in vita mia una riunione su una banca”.

In una nota ieri Mps ha precisato che nessuna delle operazioni è stata sottoposta all‘approvazione del consiglio “in quanto ciascuna rientrava nei poteri delle strutture preposte alla gestione operativa”. Nell‘intervista di oggi Viola ha definito “anomale” le deleghe in capo allora alla direzione della banca che realizzò queste operazioni senza informare il cda, i revisori e gli organi di vigilanza.

“In prospettiva rompere questo legame [tra enti locali e fondazioni] è un fatto positivo”, ha detto ancora Bersani.

“Cominciamo a vedere se sono da creare muraglie cinesi tra le diverse funzioni di enti locali e fondazioni”, ha aggiunto.

Il caso Mps scoppia mentre in Italia gli esperti del Fondo monetario internazionale stanno tenendo i primi colloqui con le grosse banche italiane nell‘ambito del Financial Sector Assessment Program che valuterà la stabilità del sistema finanziario italiano.

Avvicinato a Torino a margine delle celebrazioni in ricordo di Giovanni Agnelli il ministro Grilli ha difeso il sistema bancario dicendo che non c‘è evidenza di problemi simili in altre banche”.

Grilli ha anche osservato che “il governo era a conoscenza da un anno che la banca era in una situazione problematica” e che “i controlli spettano alla Banca d‘Italia”.

- ha collaborato Maria Pia Quaglia da Milano e Francesca Piscioneri da Roma

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