Pubblicità, -10,2% in Italia nel 2012, -1,9% nel 2013 - Nielsen

venerdì 5 ottobre 2012 14:53
 

MILANO, 5 ottobre (Reuters) - Il mercato pubblicitario in Italia chiuderà l'anno con una contrazione del 10,2%, che si riduce a -8,4% se si includono Google e Facebook , e non ci sarà ripresa nel 2013.

Queste le stime di Nielsen che ha presentato oggi il rapporto semestrale Economic and Media Outlook in cui non lascia spazio all'ottimismo.

"Per il 2013 stimiamo un calo dell'1,9%, che si ridimensiona a -0,7% se si aggiungono i motori di ricerca e i social network, che però sono realtà difficili da valutare con precisione. Per capire se ci sarà la ripresa, bisogna aspettare il 2014", ha detto Alberto Dal Sasso, responsabile dell'Advertising information service di Nielsen, sottolineando che si tratta di previsioni elaborate prevalentemente su base econometrica, perchè l'incertezza è molto elevata. "Un fattore chiave saranno le elezioni politiche".

Il primo semestre del 2012 si è chiuso con una contrazione degli investimenti pubblicitari del 9,7%; il -10,2% dell'intero anno - per un totale di circa 6,8 miliardi di euro non lontani dai livelli del 2001/2002 - non contempla quindi miglioramenti per la seconda parte dell'anno. "Le aspettative sugli eventi sportivi di luglio e agosto (mondiali di calcio e Olimpiadi) sono andate deluse; in più settembre è stato un mese molto difficile, decisamente peggiore delle attese. Ottobre e novembre potrebbero essere un po' meglio, ma nel senso che il calo è a una sola cifra. Non c'è segno di inversione del trend", ha spiegato Dal Sasso.

Anche la spaccatura per mezzi di comunicazione non presenta grandi variazioni rispetto al primo semestre, quando la Tv - che copre il 57% del merato - ha perso il 9,5% degli investimenti, la stampa il 13,5% (16,7% del mercato), la radio il 5,5%. Si conferma in netta espansione Internet, cresciuto nei primi sei mesi dell'anno dell'11% (+13% con Fb e Google) con una quota di mercato del 13,1%. "I dati dell'intero anno non sono molto diversi da quelli del primo semestre", ha detto Dal Sasso.

Le tipologie di investitori sono date tutte in netto calo nell'anno, con la sola eccezione del turismo: -9,6% il largo consumo (la categoria merceologica che più spende in Italia in pubblicità), -9,8% i beni durevoli, -15,3% servizi/attività.

La pubblicità sul web è quindi l'unica dinamica positiva, anche se nel 2013 potrebbe incorrere in un leggero rallentamento; Nielsen ha notato uno spostamento degli investimenti su questo mezzo a scapito di quelli tradizionali, benché sia "presto per capire se sono scelte tattiche di breve periodo o strategiche". In aumento, ad esempio, l'interesse del largo consumo e del settore della cura della persona, già da tempo molto presente sul web la categoria attività e servizi.

"Io propendo per pensare che siano scelte di lungo termine", ha concluso Dal Sasso. La sfida, ha convenuto, è che la rete sappia valorizzare la sua offerta in modo da compensare, in valori assoluti, la contrazione in atto sui mezzi classici.

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