Banche, in 2013 tasso nuovi prestiti in sofferenza stabile - Abi

giovedì 9 agosto 2012 17:40
 

ROMA, 9 agosto (Reuters) - La percentuale di crediti concessi dalle banche alle imprese che poi diventano difficilmente esigibili resterà sui livelli visti alla fine dello scorso anno nonostante la doppia recessione che ha investito l'Italia.

"Secondo le ultime previsioni dell'Abi, perfino in uno scenario macroeconomico particolarmente avverso, nel 2013 il tasso di decadimento - cioè quanti nuovi prestiti vanno in sofferenza rispetto allo stock preesistente - non dovrebbe aumentare sostanzialmente rispetto al dato del 2011", dice l'Abi in una nota in cui rimarca la solidità del sistema bancario nonostante il deteriormento continuo della qualità del credito concesso.

Questo tasso di decadimento, dice l'Abi, è passato "dall'1,6% all'inizio del 2008 al 2,7% nel primo trimestre del 2012".

Il forte peggioramento è dovuto - spiega l'associazione delle banche - "a uno shock di inusitata violenza: negli ultimi cinque anni abbiamo cumulato due recessioni ed una perdita di prodotto di circa 7-8 punti in termini reali".

Eppure il confronto con la crisi del 1992-93, mostrerebbe che il sistema produttivo italiano sta comunque reggendo bene all'urto della crisi, meglio di allora: "il tasso di decadimento era arrivato al 3,8%, oggi siamo di oltre 1 punto percentuale sotto quel valore pur a fronte di una perdita di Pil di quattro volte maggiore rispetto a quella di allora".

Oltre a questo le banche rimarcano che in questo periodo di crisi sono stati alzati gli argini patrimoniali con "un core tier 1 che oggi si colloca intorno al 10%, in linea con la media europea e adeguato a coprire il tipo di rischi assunti".

Secondo i dati di Bankitalia, diffusi ieri, a giugno le sofferenze bancarie sono cresciute in modo stabile rispetto a maggio, al +15,8, mentre tende ad accelerare la contrazione dei prestiti alle imprese, a giugno in calo dell'1,5% dal -0,4% di maggio. Le imprese italiane continuano nel frattempo a mostrare una produzione in affanno: il dato di giugno è risultato in calo dell'1,4% rispetto al mese scorso, con un -1,8% su trimestre.

Il Pil del secondo trimestre ha mostrato un -2,5% su anno, il minimo dal quarto trimestre 2009.

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