Tenaris positiva dopo trim2 oltre attese, analisti cauti su outlook

giovedì 2 agosto 2012 11:58
 

MILANO, 2 agosto (Reuters) - Tenaris si muove un po' meglio dell'indice principale di Piazza Affari, senza brillare particolarmente, sebbene il secondo trimestre sia andato in archivio con risultati superiori alle attese.

Attorno alle 11,55, il titolo della società guidata da Paolo Rocca sale dello 0,95%, a 15,86 euro, dopo aver oscillato tra 15,69 e 15,92 euro. Volumi non straordinari: sono passati di mano circa 481.000 pezzi, contro una media dell'intera seduta di 2,090 milioni negli ultimi trenta giorni.

Tenaris ha chiuso il periodo aprile-giugno con vendite in crescita del 17%, a 2,802 miliardi di dollari, un Ebitda in rialzo del 39%, a 758,6 milioni di dollari, un utile operativo di 620,9 milioni di dollari (+52%) e un utile netto di 460,2 milioni di dollari (+51%).

Secondo un sondaggio Reuters fra quattro analisti, l'utile netto si sarebbe dovuto attestare a 392,5 milioni di dollari.

Il consensus degli analisti, riportato da alcuni report, indicava vendite pari a 2,766 miliardi, un Ebitda di 737 milioni e un utile netto di 434 milioni. Non mancavano, però, previsioni più ottimistiche: Credit Suisse, per esempio, stimava vendite pari a 2,882 miliardi, un Ebitda di 781 milioni e un utile netto di 496 milioni.

Per la seconda parte dell'anno, Tenaris dice di attendersi che i margini operativi restino vicini ai livelli attuali. Commentando i risultati, in una breve nota, un broker estero sottolinea che la performance del titolo è limitata dalle possibilità contenute di miglioramento dei margini.

Un secondo broker estero ritiene che i risultati positivi del secondo trimestre siano già scontati dalle quotazioni del titolo.

Un terzo broker estero sottolinea che l'indicazione del gruppo sul margine stabile nella seconda parte dell'anno dovrebbe tradursi in un Ebitda margin a fine 2012 attorno al 27%, superiore al 26% indicato attualmente dal consensus degli analisti.

Un broker italiano, infine, si dice preoccupato dalla debolezza dell'outlook settoriale nel breve termine, con la domanda che potrebbe essere penalizzata dalla volatilità dei prezzi del greggio e dalle incertezze macroeconomiche.

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