BP, trim2 in rosso dopo svalutazione asset Usa, titolo pesante

martedì 31 luglio 2012 11:07
 

LONDRA, 31 luglio (Reuters) - BP ha archiviato il secondo trimestre con risultati in forte calo a causa della svalutazione degli asset Usa, degli accantonamenti legati alla perdita di greggio nel Golfo del Messico e dei dissidi con i partner russi.

La compagnia petrolifera britannica ha tagliato di 5 miliardi di dollari il valore degli asset Usa, una cifra che include 2,7 miliardi per la svalutazione delle raffinerie a stelle e strisce e 2,1 miliardi per la svalutazione degli asset negli scisti gassosi, colpiti dalla contrazione dei prezzi. Alla svalutazione delle attività Usa contribuisce la sospensione del progetto Liberty in Alaska.

BP ha accantonato altri 847 milioni di dollari per i danni provocati dalla fuoriuscita di greggio nel Golfo del Messico, che risale al 2010, portando il totale dei costi del disastro a quota 38 miliardi di dollari.

Il gruppo ha sottolineato che c'è ancora "un'incertezza significativa" riguardo alle imposizioni che potenzialmente potrebbe subire per l'incidente di due anni fa.

BP non ha fatto sapere alcunché sulla causa legale con i co-proprietari della joint venture russa TNK-BP, che ieri hanno bloccato il versamento dei dividendi.

A conti fatti, nel trimestre BP ha perso 1,4 miliardi di dollari; al netto dei costi una tantum, il periodo ha registrato un utile di 3,7 miliardi di dollari, in calo rispetto ai 5,7 miliardi di un anno prima e inferiore ai 4,4 miliardi attesi dagli analisti.

Il titolo ha reagito negativamente alla pubblicazione dei risultati: attorno alle 11,05, infatti, BP cede il 3,825%, a 427,45 pence, dopo aver segnato un minimo di 426,95 pence.

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