July 24, 2012 / 3:45 PM / 5 years ago

PUNTO 1 - Pop Milano, atteso piano, focus su esuberi

6 IN. DI LETTURA

(Aggrega pezzi, aggiunge dettagli, aggiorna andamento titolo)

MILANO, 24 luglio (Reuters) - Pop Milano si appresta a svelare le linee del nuovo piano industriale al 2015, il primo dopo la storica svolta nella governance dell'istituto di Piazza Meda dello scorso ottobre.

Il business plan, all'esame dei consigli di oggi, è molto atteso dagli analisti non solo per la visibilità che cercherà di offrire sul prossimo futuro della banca in un contesto particolarmente difficile per il settore e in generale per i mercati, ma anche per comprendere la portata del rinnovamento voluto dal presidente del Cdg e azionista di riferimento, Andrea Bonomi.

Piazza Affari attende positivamente i dettagli del piano anche se il titolo, dopo gli intensi acquisti di oggi, ha dovuto subìre le conseguenze della volatilità del mercato.

Il focus sarà rivolto al tema costi, vera spina nel fianco dell'istituto che, secondo gli analisti, è quello che presenta il più alto potenziale di riduzione tra le banche italiane.

Sul fronte del personale, secondo alcune fonti sindacali il piano prevede 1.000-1.300 esuberi di cui 700 da prepensionare attraverso il Fondo di solidarietà in cinque anni mentre altri 100 dovrebbero lasciare il gruppo in quanto hanno già maturato il diritto alla pensione.

La restante parte dovrebbe essere ricollocata all'interno del gruppo.

Nessun commento da parte della banca che dovrebbe diffondere il comunicato sul piano oggi dopo la chiusura dei mercati e domani lo illustrerà alla comunità finanziaria e alla stampa.

A fine marzo il gruppo Bpm impiegava circa 8.400 dipendenti con 770 sportelli circa

"La banca parla di circa un migliaio di esuberi di cui 800 da prepensionare nell'arco di cinque anni", dice una fonte che quantifica il costo per il ricorso al Fondo di solidarietà poco sopra i 200 milioni di euro.

Secondo un'altra fonte "complessivamente sono circa 1.300 le persone interessate dal piano tra prepensionamenti, ricollocamenti e interventi sulle filiali". Le fonti precisano che ancora non ci sono stati incontri ufficiali con la società e che pertanto le stime sono frutto di alcuni colloqui informali in attesa dell'ufficializzazione del piano che oggi è al vaglio dei consigli dell'istituto e domani sarà illustrato alla comunità finanziaria.

In termini di redditività oggi indiscrezioni riportate dal Messaggero indicano un dato di oltre 250 milioni a fine piano, previsione che tuttavia non viene confermata dalle fonti.

In chiusura di borsa il titolo Pop Milano segna un calo dell'1% a 0,315 euro dopo che in mattinata aveva registrato un rialzo massimo del 5,5%. Il Ftse Mib arretra del 2,7% mentre l'indice del settore bancario italiano ed europeo arretrano rispettivamente del 4% e dell'1,5%.

Struttura Piu' Snella

Quanto alla riorganizzazione della struttura, secondo la prima fonte, il piano non prevede la chiusura di sportelli, ma "uno snellimento organizzativo del modello distributivo con un impatto sugli organici".

La rete viene ridisegnata con "la creazione di filiali capofila e sportelli satellite", spiega la fonte, in un processo riorganizzativo che in tutto "dovrebbe coinvolgere circa 3.000 lavoratori".

Non sarebbero inoltre previste esternalizzazioni, secondo la fonte.

Nel corso della ultima conference call sui risultati del primo trimestre Bonomi si era limitato a dire che il piano avrebbe posto l'attenzione al contenimento dei costi e allo stesso tempo al rilancio dell'istituto.

"Ci aspettiamo di fare sacrifici commisurati con risultati a medio e lungo termine che riporteranno la nostra banca ad una posizione di leadership sia sul nostro territorio che a livello nazionale", aveva detto.

I sindacati attendono adesso i dettagli e sono pronti a dare battaglia, su un argomento 'caldo', ovvero sull'ipotesi ventilata dal management della banca di obbligatorietà dell'uscita attraverso il Fondo di solidarietà anzichè seguire il principio della volontarietà.

Analisti Fiduciosi, Attenzione Anche Al Tema Capitale

Gli analisti si aspettano una incisiva azione del managment sulla riduzione dei costi in un momento in cui la leva dei ricavi è difficilmente attiviabile ma guarderanno anche al tema capitale.

Se le indiscrezioni di un target di utile di 250 milioni verranno confermate, sarà di gran lunga superiore alle previsioni di un broker che definisce il piano "a prima vista particolarmente ambizioso".

Viceversa, per un altro broker, "non sarebbe significativamente superiore alle aspettative del mercato".

Più che sui target finanziari, secondo quest'ultimo, gli investitori concentreranno la propria attenzione sul tema del capitale, in particolare la tempistica del rimborso dei "Tremonti bond", anche per le ricadute sui rating.

I Tagli Delle Altre Banche

Con l'annuncio di stasera di Bpm si allunga la lista delle banche italiane che daranno una sforbiciata ai costi.

L'ultima in ordine di tempo, Ubi Banca ha annunciato la revisione della struttura organizzativa con la chiusura-vendita di 44 sportelli e la riduzione del personale di circa 1.500 unità.

L'obiettivo dell'istituto guidato da Victor Massiah è un risparmio di oltre 115 milioni di euro di costi annui a partire dal 2014, di cui almeno 70 milioni nel 2013.

Nel piano presentato a fine giugno scorso MPS ha previsto la chiusura di 400 filiali, più del 10% della propria rete, e la soppressione complessiva di oltre 4.600 posti.

Il tema taglio degli sportelli è all'attenzione anche di Intesa Sanpaolo il cui progetto di razionalizzazione, secondo indiscrezioni, dovrebbe riguardare circa mille filiali del gruppo.

Due settimane fa il Cda di UniCredit ha approvato un progetto finalizzato a un nuovo assetto organizzativo ma ancora non è stato approfondito il potenziale impatto del riassetto in termini di filiali.

(Andrea Mandalà)

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