Generali, quote in banche ridotte, bene avvio 2012 - AD a stampa

giovedì 12 aprile 2012 10:02
 

MILANO, 12 aprile (Reuters) - Generali ha ridotto le sue partecipazioni nelle banche e ha iniziato il 2012 in modo soddisfacente, con il patrimonio netto aumentato di oltre 2,4 miliardi in due mesi.

Lo dice in un'intervista a MF l'AD Giovanni Perissinotto dopo che un articolo di Luigi Zingales sul Sole 24 Ore del giorno di Pasqua aveva puntato il dito proprio sulle partecipazioni bancarie della compagnia assicurativa triestina e sui suoi investimenti in titoli greci.

La riduzione delle partecipazioni bancarie "c'è stata, esattamente come avevamo anticipato a fine 2010. Nonostante l'elevata volatilità dei titoli del settore, abbiamo tagliato la partecipazione in Commerzbank dal 4,22% all'1,33%, nel Santander dallo 0,7% allo 0,58% e, al contrario di quanto si pensa, abbiamo ridotto anche la quota in Intesa", afferma Perissinotto.

A questo proposito il manager spiega che la partecipazione in Intesa San Paolo, che in passato era stata anche superiore al 6%, è passata dal 4,92% al 3,27% per effetto della vendita di titoli combinata con l'adesione parziale all'aumento di capitale della banca. "Le Generali hanno infatti venduto sul mercato 357 milioni di diritti esercitandone quindi solo 51,8 milioni. La scelta di aderire parzialmente all'aumento di capitale è stata fatta solo per quei portafogli assicurativi per i quali essa risultava conveniente".

Perissinotto sottolinea che le partecipazioni bancarie incidono per meno del 6% sul totale degli investimenti azionari del gruppo e per lo 0,4% sugli investimenti assicurativi complessivi. "La maggior parte di esse erano legate ad accordi di banca-assicurazione, in particolare in Italia e Germania. Venuti meno tali accordi, quegli investimenti sono rientrati nella normale attività di asset management", prosegue.

Per quanto riguarda la presenza in portafoglio di titoli del Tesoro greco, "non è secondario precisare che tutti gli acquisti sono avvenuti entro il 2007 e che in ultima analisi si tratta dell'1,5% del totale degli investimenti obbligazionari del gruppo", dice l'AD.

"Fino al settembre 2010, quando ancora c'era un mercato relativamente liquido, ne abbiamo venduti per circa 1,3 miliardi. Successivamente il mercato si è quasi paralizzato. Se avessimo venduto alle nuove condizioni, avremmo subito ugualmente perdite rilevanti, comparabili a quelle del default. Abbiamo così deciso di tenerli fino a scadenza".

Le svalutazioni relative ai bond greci, prosegue Perissinotto, si sono riversate sugli assicurati "per nulla o in misura molto modesta".

L'AD si dice nel complesso "soddisfatto di come il gruppo Generali ha inaugurato il 2012, dopo aver lasciato alla spalle l'anno più nero".   Continua...