March 28, 2012 / 7:23 AM / 5 years ago

PUNTO 3-UBI, 2011 rosso a 1,84 mld per svalutazioni, cedola 5 cent

5 IN. DI LETTURA

(Riunisce pezzi, aggiunge dichiarazioni da conference call, aggiorna chiusura titolo)

di Andrea Mandalà

MILANO, 28 marzo (Reuters) - Ubi Banca consegna un bilancio 2011 con un profondo rosso contabile per effetto delle forti svalutazioni ma, diversamente dalla gran parte dei grandi gruppi bancari italiani, salva il dividendo grazie ai positivi risultati gestionali e alla solida patrimonializzazione.

L'esercizio si è chiuso con una perdita netta di 1,84 miliardi di euro condizionato dalle rettifiche di avviamenti e di altre attività immateriali - tema ricorrente dei bilanci bancari italiani 2011 - complessivamente pari a 2,191 miliardi, riferite essenzialmente all'aggregazione fra l'ex gruppo BPU Banca e l'ex gruppo Banca Lombarda e Piemontese del 2007.

Senza le rettifiche il 2011 vede un utile netto di 349,4 milioni, in rialzo del 97,1% rispetto ai 177,3 milioni dell'anno precedente e la distribuzione di un dividendo di 5 centesimi per azione.

I risultati, sopratutto per quanto riguarda i ricavi, sono in generale migliori delle attese degli analisti ma in borsa il titolo risente della debole seduta dei bancari.

Ubi chiude in calo dello 0,83% a 3,33 euro a fronte di ribasso dello 0,28% dell'indice FTSE MIB mentre il paniere dei bancari europei cede l'1,45%.

"I ricavi sono sostenuti da un margine di interesse e commissioni superiori alle aspettative", dice un analista che cita anche buoni risultati sul fronte del costo del credito.

"La distribuzione del dividendo è una positiva sorpresa", si legge in una nota di Banca Akros secondo cui tuttavia il titolo è correttamente valutato sui fondamentali

Margine Interesse Sale 2% in trim4

Tra le voci principali del conto economico il margine di interesse dell'esercizio si è attestato a 2,12 miliardi circa, in calo dell'1,1% sul 2010.

Relativamente al quarto trimestre il margine evidenzia invece una dinamica positiva rispetto al trimestre precedente (+2% a 544,6 milioni) malgrado le misure di ottimizzazione degli impieghi abbiano portato ad un calo di 3 miliardi di questi ultimi rispetto ai primi nove mesi.

Dopo costi operativi in calo del 3,2% a 2,39 miliardi, il risultato della gestione operativa evidenzia un rialzo del 2,1% a 1,048 miliardi circa.

Sul fronte della qualità degli asset le rettifiche di valore nette per deterioramento crediti sono scese a 607,1 milioni (-14,1%) con un costo del credito per il 2011 che scende allo 0,61% del totale impieghi dallo 0,69% del 2010.

Core Tier 1 a 8,56%, Fiducia Su Target Eba 9%

Il tema capitale ha attirato le attenzioni degli analisti nel corso della conference call.

Partendo da un Core Tier 1 di fine dicembre pari all'8,56% Ubi è fiduciosa di riuscire a coprire tutto o la gran parte del gap di capitale di 1,39 miliardi individuato dall'Eba - e dunque di raggiungere il target di 9% del Core Tier 1 - attraverso l'adozione dei modelli avanzati di valutazione rischi, l'autofinanziamento e altre azioni di ottimizzazione di RWA.

"Con questi tre fattori insieme siamo fiduciosi di avere buone possibilità di raggiungere il target", ha detto l'AD, Victor Massiah che ha escluso ancora una volta l'ipotesi aumento capitale.

In particolare, secondo l'AD, solamente con l'adozione dei modelli avanzati è possibile coprire il 50% dello shortfall.

Se fossero invece necessari ulteriori azioni per raggiungere l'obiettivo di Core Tier1 raccomandato dall'Eba, da valutare a fine giugno, Ubi potrà procedere con la parziale conversione del bond convertibile da 640 milioni di euro.

Sulla possibilità di poter computare il bond a Core Tier 1 senza necessità di conversione Massiah dice di non avere avuto di indicazioni chiare e definitive da parte delle Autorità.

"Vorremmo avere una chiara e netta risoluzione del problema e non una discussione bizantina su cosa sia computabile e cosa non", dice il manager. "Se verrà fuori la regola della computabilità ne saremo felici", ha sottolineato.

Piano Confermato, Aggiornamento Solo Se Stabilizzazione

La redditività dell'esercizio in corso sarà condizionata da un contesto macroeconomico e regolamentare difficile ma il gruppo conta di potere beneficiare delle azioni commerciali in atto e dei risultati positivi attesi dalla gestione finanziaria.

I costi operativi sono previsti in ulteriore riduzione mentre le rettifiche sui crediti problematici dovrebbero rimanere ad un livello stabile.

"Conseguentemente, per l'anno 2012, è prevedibile un'evoluzione sia pur leggermente positiva della redditività dell'attività ordinaria a fattori economici costanti", dice la banca che conferma il piano industriale al 2015 nelle sue linee guida strategiche fondamentali.

In particolare la banca ribadisce il target 2013 su taglio dei costo del personale anche alla luce della riforma delle pensioni.

"Non si ritiene di procedere ad un suo aggiornamento se non in presenza di una maggiore stabilizzazione del contesto", specifica.

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