Immobili, verso biennio stagnazione, meglio il corporate- Nomisma

venerdì 23 marzo 2012 15:04
 

MILANO, 23 marzo (Reuters) - La prospettiva più probabile per il prossimo biennio per il mercato immobiliare al dettaglio in Italia è la stagnazione, mentre l'allentamento della pressione internazionale legata al debito sovrano potrebbe favorire, a partire dal secondo semestre del 2012, una timida ripresa sul versante corporate.

Sono le attese di Nomisma che oggi ha presentato il suo primo rapporto dell'anno sul settore.

I prezzi nelle grandi città, si legge in una nota, sono visti quest'anno in calo dell'1,6%, gli uffici del 2,1% e i negozi dell'1,7%. Nel 2013 i valori sono attesi in contrazione, rispettivamente, dello 0,8%, dell'1,1% e dell'1,3%.

Le compravendite nel settore residenziale sono previste nel 2012 a 594.037 da 598.224 nel 2011. Nel 2006 si era arrivati al picco di 845.051 transazioni.

"In un quadro di perdurante debolezza i dati a consuntivo del 2011 evidenziano un'insospettabile capacità di tenuta del mercato immobiliare", dice Nomisma che cita le quasi 600.000 transazioni residenziali sul versante al dettaglio e i circa 4,3 miliardi di investimenti su quello corporate.

Evitato però il "fondato rischio di un tracollo ben peggiore", lo studio sottolinea che il mercato si trova su livelli minimi da ormai tre anni, penalizzato da una forte distanza tra la "notevole mole di offerta" e "un enorme fabbisogno abitativo" che non riesce ad avere accesso all'acquisto: "La tutto sommata modesta flessione dei prezzi, proseguita in maniera omogenea anche nell'ultimo anno, (...) non ha in alcun modo compensato il contestuale indebolimento della capacità di spesa delle famiglie", spiega Nomisma. Alla luce anche delle "notevoli eccedenze createsi", l'analisi mette in luce che "la scelta della strenua difesa di valori sovradimensionati rischierebbe unicamente di tradursi in un'ulteriore dilazione dei tempi di assorbimento, che finirebbe di fatto per compromettere la redditività delle iniziative che si intende salvaguardare".

Nel 2011 in 13 città intermedie i prezzi sono scesi di 1,9% per le abitazioni nuove, -2,2% per quelle usate, -1,9% per i negozi, -2,3% per gli uffici, -1,7% per i box e garage e -4,6% per i capannoni industriali. Sono flessioni, sottolinea il rapporto, superiori a quelle registrate nel 2010.

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