Bilanci, rischio paese va considerato in costo capitale - documento Oiv

venerdì 20 gennaio 2012 12:17
 

di Massimo Gaia

MILANO, 20 gennaio (Reuters) - In presenza di una capitalizzazione di borsa inferiore al patrimonio netto contabile e di una riduzione significativa della capitalizzazione dalla data dell'ultimo impairment test, è opportuno svolgere un'analisi dettagliata di tutti gli elementi di presunzione di impairment, anche di natura fondamentale. E in un contesto di crisi che ha comportato un repentino incremento del rendimento dei titoli di Stato ricorrono le condizioni per dover considerare nel costo del capitale il rischio paese.

Sono due dei suggerimenti contenuti nella bozza del documento 'Impairment test dell'avviamento in contesti di crisi finanziaria e reale: Linee Guida', pubblicato sul sito dell'Organismo Italiano di Valutazione (Oiv).

Il paper, secondo quanto riferito da una fonte vicina alla materia, "al momento, è oggetto di un'attenta analisi da parte della Consob". La commissione, peraltro, non ha ancora deciso se adottarlo, raccomandarlo o utilizzarlo come base per un proprio documento.

I contenuti non sono vincolanti, ma, alla luce della natura istituzionale dei fondatori, è presumibile che costituisca un'indicazione forte su come redigere un bilancio.

Costituito nel novembre 2011, l'Oiv persegue tre principali obiettivi: predisporre e mantenere aggiornati i principi italiani di valutazione di aziende, di strumenti finanziari e di attività reali; partecipare al dibattito internazionale degli esperti di valutazione; divenire un riferimento per il legislatore nazionale. L'organismo è stato fondato da Aiaf, Andaf, Assirevi, Borsa Italiana, Cndcec (il consiglio dei commercialisti) e Università Bocconi. Presidente del consiglio dei garanti dell'Oiv è Luigi Guatri, mentre Piergaetano Marchetti è vicepresidente. Presidente del consiglio di gestione è Mauro Bini.

Gli interessati possono inviare all'Oiv lettere di commento sino al prossimo 19 marzo.

Il documento, 95 pagine, tocca i temi caldi legati agli impairment, argomento quanto mai delicato in una fase di prolungata crisi economico-finanziaria.

L'Oiv pone l'accento sull'opportunità di verificare la sostenibilità operativa e finanziaria dei piani industriali, e aggiunge che, "di fronte a piani finanziariamente insostenibili", non si possa stimare il valore d'uso, ma si debba far ricorso al fair value. D'altro canto, "l'insostenibilità finanziaria di un piano (non è di per sé) causa di svalutazione del goodwill, sulla base del presupposto che l'entità potrebbe godere di beni intangibili non iscritti in bilancio ai quali un soggetto terzo potrebbe garantire un migliore uso".   Continua...