Imprese, dividendi record 2008,la crisi arriva adesso-Mediobanca

giovedì 6 agosto 2009 16:54
 

di Simone Bagnacani

MILANO, 6 agosto (Reuters) - La crisi finanziaria che ha sconvolto l'economia mondiale non è ancora stata scritta sui libri contabili dell aziende italiane, ci arriverà infatti solo a fine 2009.

I bilanci 2008 di 2.022 grandi e medie imprese italiane, escluse banche e assicurazioni, analizzati dal centro studi di Mediobanca presentano, anzi, un incremento dei ricavi totale del 6%, trainati dal comparto energetico. La distribuzione capitale agli azionisti ha superaro i 27 miliardi di euro. Questa pioggia di dividendi è arrivata infatti prima dell'inizio della crisi come redistribuzione degli utili record del 2007.

In realtà scorrendo i conti economici 2008 i primi segnali della recessione già si notano sui margini operativi che scendono del 13,5% e gli utili netti, -16,5%. Inoltre nel 2008 in Italia si è distrutta ricchezza dato che il costo del capitale a 7,9% ha superato, seppur di poco, il suo rendimento, pari a 7,8%.

Indicatori che lasciano presagire conti ben peggiori per il 2009 quando la crisi si abbatterrà sui bilanci italiani. Lo dimostrano i dati semestrali 2009 delle aziende quotate, le uniche che li hanno già pubblicati, che presentano una forte riduzione del fatturato, -17% per il comparto energetico e -14% per il manufatturiero, e degli utili, addirittura -60% nel maifatturiero. Continua a crescere l'indebitamento delle aziende, che nel solo primo trimestre è salito del 3%.

Come in tutti i periodi in cui il Pil gira sotto lo zero, anche nel 2008 l'industria italiana ha reagito puntando sulle esportazioni che sono cresciute fino al 42,2% del fatturato totale e nel caso della meccanica il 56,9%.

Il 2008 ha visto anche il calo dell'occupazione con una diminuzione totale di 9.105 occupati, la maggior parte di questi viene dalle imprese pubbliche, -6.758, e dalle società estere, -4.899. Questi numeri portano l'occupazione ad un calo medio, nel triennio tra il 2006 e il 2008, dello l0 0,5%.

Un dato importante per la misurazione della tenuta del sistema è poi rappresentato dal margine di liquidità, la differenza tra attivi circolanti e debiti a breve termine. Nella media delle imprese a fine 2008 gli attivi circolanti avevano un'incidenza sul patrimonio totale del 10% superiore a quella dei debiti, con le imprese pubbliche a 14%. Con l'eccezione rappresentata dal terziario che presentava un valore negativo dell'11,3%. A parte il terziario il margine di liquidità è generalmente buono e rappresenta una struttura finanziaira equilibrata.